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Ombre Rosse  - Le tribù indiane in America


€ 34,00

  Ombre Rosse - Le tribù indiane in America
 
di Daniel Georgakas , Traduzione Di Simonetta Piccone Stella1968Pozzo E Salvati, Per Conto Eri Edizioni Rai Radiotelevisione Italiana
INDIANI D’AMERICA ANTROPOLOGIA PELLEROSSA NATIVI AMERICANI TRIBU’ OMBRE ROSSE

Una parte almeno della storia degli Indiani dell’America del Nord è ancora da scrivere. E’ una vicenda che molti americani ignorano anche se i nomi di un centinaio di città e di più di un migliaio di luoghi celebri degli Stati Uniti sono indiani, nomi che portano in sé i segreti, i pensieri re le conquiste di un popolo che non appartiene alla storia dell’uomo bianco. La società che gli indiani avevano creato nei loro villaggi e nelle loro nazioni garantiva la libertà a tutti esaltando la libertà di ciascuno e nei loro consigli dominava la giustizia. Ognuno aveva il diritto di parlare , esercitare la sua influenza , dirigere. I valori della comunità mettevano ciascuno in grado di realizzare sé stesso in armonia con la natura. Essi avevano rispetto per tutte le componenti dell’esistenza e si esprimevano con linguaggio poetico. La loro immaginazione era popolata da visioni . Era un popolo che amava e praticava la virtù del silenzio. La loro vicenda umana fu sommersa dalla febbrile corsa all’Ovest verso le immense distese di erba , i pascoli dei bufali, i torrenti con le pepite d’oro. Di essi restarono i nomi dei luoghi , dei sentieri, delle fonti , dei pascoli e dei nascondigli , dei bivacchi sacri, delle gesta guerriere. La loro vera storia non appartiene al conquistatore bianco , ma resta una presenza viva e profonda . Sono le Ombre Rosse ……………
Brossura morbida figurata a colori, formato in 8° cm 16,5 x 22,5 , pagine 235 con numerose ed interessanti tavole fotografiche in b/n n/t . Condizioni usato, normali segni del tempo , nel complesso eccellente esemplare da collezione.
Il presente volume fa parte della mia collezione personale.

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In vendita da martedì 20 febbraio 2018 alle 14:36 in provincia di Parma  -   PAOLOPR64 vende anche questi libri usati...

 
3012. L’anno del profeta


€ 40,00

  3012. L’anno del profeta
 
di Vassalli Sebastiano1995 Prima edizioneGiulio Einaudi Editore – Torino
FANTASCIENZA FUTURO GUERRA PACE SEBASTIANO VASSALLI PRIME EDIZIONI

3012. L’anno del profeta: La storia è ambientata in un lontano futuro. Siamo nel 5000 e l’autore racconta una vicenda di duemila anni prima. In questo secolo, gli uomini, stanchi di guerre e sconvolgimenti, entrano in un lungo periodo di pace e solidarietà, è finalmente la pace universale. In questo stato di beatitudine, le energie creative degli uomini si intorpidiscono, e sempre più cadono sotto la manipolazione dei mass-media. In breve: imbarbariscono. Ma anche nei tempi più oscuri qualche coscienza resta vigile: si costituiscono sette che lottano contro questa universale apatia, si profila la figura di un capo. Il sogno dei dissidenti è generare contrasti e diversità; creare insomma i presupposti di nuove guerre. Le sole, pare, che siano in grado di rimettere in moto la Storia. L’Opera racchiude almeno tre geniali provocazioni: la prima, ideologica, in quanto decanta i cattivi sentimenti legati all’operare umano e teorizza l’odio come energia vitale; la seconda, profetico-descrittiva, perché disegna un tetro quadro del futuro che è già assai riconoscibile nel mondo d’oggi; la terza, letteraria, perché in - 3012 - Vassalli esce dai generi narrativi frequentati in passato e conia una nuova, avvincente forma di romanzo che è al tempo stesso fiaba, parodia, invettiva, collage di aforismi, insomma fantascienza umanistica moderna a trecentosessanta gradi. - 3012 - è un romanzo di quelli che restano: una volta letto, ogni parola, ogni profezia, ogni invettiva, ogni balorda fantasia, rimane scolpita nella memoria del lettore, che non può fare a meno di interrogarsi su se stesso. Vassalli, scava nelle coscienze di tutti noi e ci dimostra con abile arte filosofica quanto siamo ridicoli, ipocriti e facili a cambiar bandiera. E’ incredibile come sino ad oggi la critica fantascientifica sia stata capace di ignorare un’opera di tale valore , è un capolavoro e non si può aggiungere altro.
Tutta tela editoriale con fregio e titoli al dorso, sovraccoperta figurata a colori, formato in 8° cm. 14,5 x 22,5 , pagine 244. Condizioni allo stato del nuovo, eccellente esemplare da collezione. Si tratta dell’unico romanzo di fantascienza scritto da Sebastiano Vassalli , recensito nel ’95 quando uscì per la prima volta nella prestigiosa collana Supercoralli Einaudi: - 3012 è uno straordinario, ironico, difficile viaggio in un mondo malamente sopravvissuto alla terza guerra mondiale... è la cronaca attualissima, terribilmente contemporanea dei vuoti di sentimento, così come di lungimiranza - .
Il presente volume fa parte della mia collezione personale.

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In vendita da martedì 20 febbraio 2018 alle 14:11 in provincia di Parma  -   PAOLOPR64 vende anche questi libri usati...

 
Pittura scultura futuriste (dinamismo plastico)


€ 490,00

  Pittura scultura futuriste (dinamismo plastico)
 
di Umberto Boccioni1914 Prima edizioneEdizioni Futuriste Di Poesia - Milano
FUTURISMO BOCCIONI PITTURA SCULTURA DINAMISMO PLASTICO PRIME EDIZIONI LIBRI RARI CULT

Umberto Boccioni (Reggio Calabria, 19 ottobre 1882 – Verona , 17 agosto 1916) è stato un pittore e scultore italiano, esponente di spicco del futurismo. L’idea di rappresentare visivamente il movimento e la sua ricerca sui rapporti tra oggetto e spazio hanno influenzato fortemente le sorti della pittura e della scultura del XX° secolo. Boccioni è l’espressione più alta e compiuta del futurismo italiano ed è uno dei protagonisti della storia delle avanguardie artistiche. Dopo avere seguito la famiglia in varie città italiane, nel 1901 si trasferisce a Roma dove stringe amicizia con Gino Severini, conosce Mario Sironi, e frequenta lo studio di Giacomo Balla che lo introduce al divisionismo. Dopo brevi soggiorni a Parigi e in Russia, alla fine del 1907 si stabilisce a Milano, dove ammira la pittura di Gaetano Previati, approfondendo così l’interesse psicologico per le qualità formali delle immagini, che affianca allo studio della società industriale e della città moderna. A questo periodo appartengono opere come il Ritratto della madre (1907, Milano, Museo del Novecento), l’Autoritratto (1908, Milano, Pinacoteca di Brera) e Officine a Porta Romana (1908, Roma, Collezione Banca Commerciale Italiana). A Milano subisce inoltre il fascino di Filippo Tommaso Marinetti, che aveva lanciato il Manifesto del Futurismo nel 1909. L’11 febbraio 1910 Boccioni sottoscrive con Carlo Carrà, Luigi Russolo, Giacomo Balla e Gino Severini il Manifesto dei pittori futuristi, seguito poi dal Manifesto tecnico della pittura futurista. Da questo momento la storia della sua ricerca artistica coincide con la storia del futurismo. Questa fase è segnata da un’opera come La città che sale (1910-11, New York, Museum of Modern Art) e da dipinti in cui Boccioni mette in atto le prime idee futuriste di compenetrazione dinamica dei piani e di costruzione basata sulle linee di forza che determinano l’unità spaziale tra oggetto e ambiente: Visioni simultanee (1911, Hannover, Niedersachsische Landesgalerie), La risata (1911, New York, Museum of Modern Art) e soprattutto il trittico dedicato agli Stati d’animo: Gli addii, Quelli che partono, Quelli che restano (1911, prima versione, Milano, Museo del Novecento). Nel 1911 compie un secondo soggiorno a Parigi, insieme a Carlo Carrà, dove incontra Apollinaire e approfondisce in modo decisivo la conoscenza del linguaggio cubista di Picasso, Gris, Delaunay e Léger, che si riflette subito nella seconda versione degli Stati d’animo (1911, New York, Museum of Modern Art) e in opere come Scomposizione di figura di donna a tavola, Elasticità (entrambe 1912, Milano, Museo del Novecento) e nella serie dei Dinamismi (1913). Le sperimentazioni di Boccioni dal 1911 comprendono anche la scultura, che è subito oggetto di riflessioni teoriche nel Manifesto tecnico della scultura futurista e nel successivo Pittura, scultura futuriste. Dinamismo plastico (pubblicato nel 1914). Si tratta di opere molto celebri, purtroppo in gran parte perdute, tra cui Sviluppo di una bottiglia nello spazio (1912) e soprattutto Forme uniche della continuità nello spazio (1913, originale in gesso a San Paolo del Brasile, Museo d’Arte Contemporanea; calchi in bronzo postumi a Milano, Museo del Novecento e New York, Metropolitan Museum of Art e Londra, Tate Gallery).Nel settembre 1914 Boccioni partecipa alle manifestazioni interventiste a Milano e firma, con Carrà, Marinetti, Piatti e Russolo, il manifesto Sintesi futurista della guerra. Nel maggio 1915 si arruola volontario nel battaglione ciclisti partecipando a operazioni belliche. Scioltosi il battaglione, ritorna a Milano dove riprende l’attività artistica ma, chiamato alle armi nel luglio dello stesso anno, è assegnato al reggimento di artiglieri a Verona. Muore nell’agosto 1916 in seguito a una caduta da cavallo.
« Pittura scultura futuriste (dinamismo plastico) » : E’ un testo capitale nella storia delle Avanguardie artistiche del Novecento. E un testo che si pone con una propria fisionomia accanto a quelli di Kandinsky, Malevié, Mondrian. Il senso generale che se ne può enucleare è quello, nello sfacelo dei valori ottocenteschi degenerati, alla cui rovina Boccioni stesso collaborò come ogni altro artista d’Avanguardia, di un artista che ha saputo intuire il pericolo del frammentismo impressionistico da una parte e dell’arabesco della pittura pura dall’altra. Per questo il suo sforzo creativo e teorico ha conciso con la ricerca di un centro che sostituisse il crollo dei vecchi valori con una Concezione unitaria che rinsanguasse con un contenuto nuovo il puro plasticismo. Nel suo pensiero lo stato d’animo plastico , rimedio al rischio di perdersi nell’astrazione, doveva essere proprio questo centro: - Il riassunto definitivo di tutte le ricerche plastiche ed espressionistiche - . Non solo quindi una sintesi dei valori formali divisionisti e cubisti, ma anche dei valori emozionali: È l’emozione egli scrive che dà la misura, frena l’analisi, legittima l’arbitrio e crea il dinamismo».
Tutta tela editoriale di colore rosso non originale con titoli e filetti in oro al dorso, formato in 8° cm. 14,5 x 20, , tavola in nero dell’Autore a tutta pagina f/t in antiporta su carta patinata, pagine 470 e in appendice 54 cc. patinate con 51 tavole in b/n. ( riproduzioni di quadri e sculture di BOCCIONI , CARRA’ , RUSSOLO, BALLA , SEVERINI E SOFFICI) impresse al recto, 2 cc. finali di catalogo editoriale. Legatura solida e compatta, pagine leggermente rifilate, nessuna mancanza , interno molto buono, pagine croccanti prive di fioriture, nel complesso ottimo esemplare. Fondamentale opera di riferimento, si tratta di una edizione originale di uno dei più importanti libri del Futurismo Italiano, in prima edizione e in condizioni eccellenti.
Il presente volume fa parte della mia collezione personale.


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In vendita da lunedì 19 febbraio 2018 alle 21:43 in provincia di Parma  -   PAOLOPR64 vende anche questi libri usati...

 
L’opinione pubblica


€ 90,00

  L’opinione pubblica
 
di Lippmann Walter , Traduzione Dall’Inglese A Cura Di Cesare Mannucci1963 Prima edizione e traduzione ItalianaEdizioni Comunità – Milano
GIORNALISMO POLITICA WALTER LIPPMANN PREMIO PULITZER POLITOLOGIA FILOSOFIA NEO LIBERALE PRIME EDIZIONI LIBRI RARI

Walter Lippmann (New York, 23 settembre 1889 – New York, 14 dicembre 1974) è stato un giornalista e politologo statunitense , vinse due premi Pulitzer . Partito dalla cronaca (e già in quella veste polemista contro la degenerazione dello stile giornalistico ad opera dei cd. muckrakers), per 32 anni (dal 1931 al 1963) analizzò i fatti internazionali nella rubrica Today and Tomorrow dell’Herald Tribune di New York. Anche in presenza dei personaggi più impegnati nella polemica politica (intervistò Kruscev nel 1958 e nel 1961), mantenne sempre il distacco dell’osservatore, né conformò mai i propri giudizi a quelli dei giornali per cui scriveva. Quando nel 1931 passò dalle colonne del radicale New York World (che dirigeva dal 1921) a quelle del conservatore Herald Tribune, il direttore dovette assicurare i lettori che Lippmann avrebbe scritto su ciò che gli pareva e come gli pareva. Senza conformarsi nemmeno ai giudizi da lui stesso già formulati, sostenne alternativamente presidenti repubblicani e democratici. Si occupò prevalentemente di politica estera: si batté per il Patto Atlantico, per rendere neutrale la Germania e contro la guerra del Vietnam. Ogni anno si recava nei punti nevralgici della politica mondiale per intervistare gli uomini da cui dipendevano le sorti del mondo. Si deve inoltre a lui - in risposta ad una celebre polemica pubblica con George Kennan - il conio della formula Guerra Fredda, usata in una serie di articoli che criticavano le strategie di amministrazione estera di Truman, pubblicati anche nel volume La Guerra fredda: studio sulla politica estera statunitense. Lippmann non si piegò mai al sensazionalismo ed ai gusti del grosso pubblico, ispirandosi ad un codice deontologico che è diventato il canone del giornalismo anglosassone. Ha lasciato anche 25 saggi, si tratta di veri e propri trattati di politologia, ispirati ad una filosofia neoliberale della vita pubblica e dell’economia .
La sua opera più importante - che è rimasta alla storia ed è stata fondamentale per tutti gli studi sulla sociologia della comunicazione - è stata L’opinione pubblica del 1922, nella quale Lippmann, prima di chiunque altro , affronta le tematiche sviluppate negli anni seguenti da Elisabeth Noelle-Neumann, la studiosa della spirale del silenzio.
Attingendo ad una profonda cultura filosofica e ad un grande interesse per le scienze sociali, Lippmann promosse lo studio della comunicazione : in tale ambito, intorno al 1920, individuò il termine stereotipo. Egli si propose di capire e di studiare l’influenza sullo stereotipo e i meccanismi che si instauravano per la formazione di tale fenomeno. Lo stereotipo sociale è per Lippmann una visione distorta e semplificata della realtà sociale: lo stereotipo, aggiunge, è costituito dalle immagini mentali che ci costruiamo per semplificare la realtà e per renderla a noi comprensibile.
Brossura morbida figurata a colori con alette, formato in 8° cm. 15 x 21, pagine 330 , condizioni usato allo stato del nuovo, eccellente esemplare , perfetto, da collezione. Rara prima traduzione ed edizione italiana dell’opera più famosa ed importante dell’autore, vincitore di ben due premi Pulitzer ( 1958 – 1962).
L’Opera e’ stata il primo tentativo di analizzare l’opinione pubblica nel mondo contemporaneo alla luce delle vigenti conoscenze della natura umana, fondamentale opera di riferimento.
Il presente volume fa parte della mia collezione.




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In vendita da lunedì 19 febbraio 2018 alle 13:48 in provincia di Parma  -   PAOLOPR64 vende anche questi libri usati...

 
L’Adalgisa – disegni Milanesi


€ 42,00

  L’Adalgisa – disegni Milanesi
 
di Gadda Carlo Emilio , Con Una Nota Di Gianfranco Contini1963Giuglio Einaudi Editore
LETTERATURA ITALIANA CARLO EMILIO GADDA ROMANZI MILANO

« Il dirmi che una scarica di mitra è realtà mi va bene, certo; ma io chiedo al romanzo che dietro questi due ettogrammi di piombo ci sia una tensione tragica, una consecuzione operante, un mistero, forse le ragioni o le irragioni del fatto »
Carlo Emilio Gadda (Milano, 14 novembre 1893 – Roma, 21 maggio 1973) è stato uno scrittore, poeta e ingegnere italiano, che ha segnato la narrativa del Novecento attraverso un impasto originalissimo di linguaggi diversi (dialetti, termini gergali e tecnici, neologismi) e un incessante stravolgimento delle strutture tradizionali del romanzo. Nella quinta delle Lezioni americane Italo Calvino analizza l’opera di Gadda come esempio moderno di «romanzo contemporaneo come enciclopedia» (p. 103); secondo Calvino, Gadda «cercò per tutta la vita di rappresentare il mondo come un garbuglio, o groviglio, o gomitolo, di rappresentarlo senza attenuarne affatto l’inestricabile complessità, o per meglio dire la presenza simultanea degli elementi più eterogenei che concorrono a determinare ogni evento».
Fra il 1932 e il 1936 Gadda, allora noto solo a una ristretta cerchia di iniziati, si cimenta con un ambizioso romanzo di ambiente milanese, Un fulmine sul 220, destinato a mettere in scena, attraverso l’amore eslege di Elsa moglie del ricco, valetudinario Gian Maria Cavigioli per Bruno, ex garzone di macellaio di caravaggesca prestanza, la tragica sorte delle anime sbagliate, segnate dalla più dolorosa estraneità alla tribù. Dopo anni di lavoro Gadda, insoddisfatto, butta tutto all’aria e abbandona il progetto. Ma è solo in apparenza un fallimento: nella temeraria officina di Gadda può infatti persino accadere che un affresco si muti in un album di straordinari disegni sciolti : che un romanzo, insomma, generi dei racconti quelli apparsi nel 1944, insieme ad altri, sotto il titolo L’Adalgisa. Dove campeggia anzitutto colei che, trasformandosi da comparsa in dilagante protagonista e imprimendo al romanzo d’amore di Elsa e Bruno una irresistibile svolta satirico-grottesca, lo ha dinamitato: l’imperiosa Adalgisa vedova Biandronni, cognata di Elsa. Ex stiratrice, Violetta di quint’ordine al Fossati e al Carcano, ma soprattutto sana donna lombarda, Adalgisa ha saputo sì coronare il suo sogno di sposare il povero Carlo e diventare una signora, con ottavino di palco alla Scala e luccicante breloque sul prosperoso petto, ma non impedire alle parenti acquisite, alle cagne, di avvelenarle la vita: ... E che ero una qui, e che ero una là; e che. Il capolavoro del Gadda milanese non è solo, dunque, acre satira del proprio ambiente di estrazione, la «somaresca tribù» dell’affaccendata borghesia ambrosiana (non sfuggirà come, in una delle scatenate tirate onomastiche, figurino, insieme con «i Consonni, i Carugati, i Roncoroni e i Brambilla», pure «i Gadda»); è pure una contrastata e sofferta dichiarazione d’amore nei confronti degli strati più umili del melting pot lombardo. Rispetto a questa tendenza grandiosamente mimetica, tuttavia, L’Adalgisa porta al massimo anche la torsione di gusto manierista, già ravvisabile nel Castello di Udine, alla geminazione della scrittura. Delle grandi opere gaddiane, L’Adalgisa è quella che più ha faticato a imporsi fuori dai confini nazionali: la prima traduzione è, sorprendentemente, quella giapponese, uscita nel 1977 a cura di Ken Chigusa. Solo nel 1987 si aggiunge la traduzione francese (a cura di JeanPaul Manganaro), alla quale segue, nel 1989, quella tedesca (a cura di Toni Kienlechner).
Tutta tela editoriale con titoli al dorso ( segni del tempo), sovraccoperta figurata a colori , formato in 8° cm. 12 x 18, pagine IX + 277 , condizioni usato, segni del tempo e d’uso alla legatura , interno molto buono, perfetto, nel complesso ottimo esemplare. Firma di appartenenza alla prima pagina bianca.
Il presente volume fa parte della mia collezione personale.

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In vendita da lunedì 19 febbraio 2018 alle 13:19 in provincia di Parma  -   PAOLOPR64 vende anche questi libri usati...

 
Agli Dei, agli Uomini, ai Giorni Futuri. Brindisi di altri millenni


€ 40,00

  Agli Dei, agli Uomini, ai Giorni Futuri. Brindisi di altri millenni
 
di Borgo Luigi, Introduzione Di Vittorio Sgarbi1999 Prima edizioneTipolitografia Fratelli Danzo , Per Conto Santa Margherita ( Cantine)
STORIA RITUALI BRINDISI VINO USI E COSTUMI CIVILTA’ SALUTO

Agli Dei, agli Uomini, ai Giorni Futuri è una lettura davvero speciale per rivisitare la storia della nostra cultura. Da un genere tanto marginale quanto frequentatissimo dai letterati di ogni epoca, qual è il brindisi, l’autore ci conduce attraverso i grandi temi della nostra tradizione colta per scoprire come l’atto di pronunciare un inno alzando una coppa di vino al cielo sia il gesto di un rituale antichissimo e ancestrale dei popoli di settentrione quanto di meridione, di oriente quanto di occidente, attraverso il quale le genti si auguravano reciproca “salute” ovvero reciproca “salvezza” nella disperata coscienza delle nostre vite morenti. Il brindisi, quindi, con l’ancor più quotidiano atto di dirsi “buongiorno”, “buonasera”, “buonanotte” è il gesto fondante della nostra millenaria Civiltà del saluto e del buon augurio, una civiltà straordinaria che è viva ancora oggi. Il vino, nella storia dell’uomo, ha sempre accompagnato e contraddistinto i momenti più solenni, più felici, ma anche quelli più difficili . Il festeggiamento non implica solamente la stappatura, secondo le regole canoniche, della grande bottiglia, ma proprio perché il piacere del bere è subordinato al valore simbolico del gesto, la celebrazione non è veramente festosa se non trova sbocco e completamento nel momento del brindisi, l’azione con la quale il bicchiere o meglio ancora il calice viene proiettato con slancio verso l’alto. Quando scatta il brindisi (antica formula tedesca che letteralmente significa bevo alla tua salute) il vino assume un valore quasi sacrale e nel vino, come scrive il grande critico d’arte e squisito umanista dei nostri giorni Vittorio Sgarbi, si consuma l’illusione dell’immortalità e i piaceri dei sensi coincidono con l’elevazione dello spirito. Il brindisi, osserva ancora Sgarbi, suggella amicizia, affari, amori, artifici, audaci imprese, inganni sotto gli auspici della fortuna (…) rende l’uomo all’uomo, annullando le distanze. Nel brindisi l’uomo antico e l’uomo moderno convivono in una sola immagine, in un solo gesto. E il più alto richiamo è alla salute. Cioè alla salvezza. Nel brindisi è la salvezza. E la morte è vinta.
Brossura muta con sovraccoperta figurata a colori con bandelle, formato in 8° cm. 14,5 x 22, pagine 189 , alla fine numerose tavole ed illustrazioni in b/n e colori n/t su carta patinata . Condizioni usato allo stato del nuovo , eccellente esemplare da collezione. Opera non comune.
Il presente volume fa parte della mia collezione personale .


In vendita da domenica 18 febbraio 2018 alle 23:00 in provincia di Parma  -   PAOLOPR64 vende anche questi libri usati...

 
Viaggio ai monti di Parma (1804)


€ 70,00

  Viaggio ai monti di Parma (1804)
 
di Antonio Boccia ( Capitano) , Illustrazioni Di Ettore Mossini1970 Prima edizioneLibreria Aurea Parma
STORIA LOCALE PARMA APPENNINO GEOGRAFO PRIME EDIZIONI EDIZIONE LIMITATA

Per iniziativa di Médéric-Louis-Élie Moreau de Saint-Méry, administrateur général napoleonico di Parma, Piacenza e Guastalla, che intendeva raccogliere dati e notizie per la stesura e successiva pubblicazione di una poderosa Descrizione di tutto il Ducato, fu affidato nel 1804 al sessantatreenne capitano Antonio Boccia un incarico esplorativo nell’ex-Ducato, in conseguenza del quale iniziò nel Giugno una lunga e faticosa ricognizione viaggio nell’Appennino parmense, che si concluse nell’autunno dello stesso anno. Nato in Spagna nel 1741 da famiglia originaria del Ducato di Parma, Antonio Boccia ritornò a Parma da bambino con il padre che prestava servizio nel Reggimento delle Guardie Valloni del duca Filippo di Borbone. Ancora giovane, intraprese poi la carriera militare nello stesso Reggimento, raggiungendo il grado di capitano. Era altresì un ottimo geografo, geologo, buon conoscitore di pietre e rocce, esperto botanico, raccoglitore di erbe per un importante erbario: e proprio le sue molteplici competenze dovettero farlo scegliere dal Moreau de Saint-Méry per la ricognizione appenninica. Il Viaggio ai monti di Parma (1804) è uscito completo a stampa nel 1970, a Parma; il Viaggio ai monti di Piacenza (1805), sette anni più tardi (ambedue in tiratura limitata ). Le due edizioni si basano su due manoscritti, rimasti a lungo inediti, o editi solo parzialmente, della Biblioteca Palatina di Parma : Ms. Parm. 496 e 497, recanti il comune titolo Viaggio ai monti di tutto lo Stato di Parma e di Piacenza. Una copia dei testi è anche presente nel Ms. Parm. 1186, che reca il titolo Itinerario e descrizione geografica, Fisica Storica e Statistica dei monti e delle valli dello Stato di Parma e di Piacenza.
Brossura editoriale figurata , elegante sovraccoperta color becco d’oca con titoli in nero racchiusi da cornice a grottesche, formato in 8° cm. 17 x 24,5 , bella carta ruvida color paglierino, pagine 192 con 9 tavole di Ettore Mossini in b/n applicate f/t ( castelli Parmensi) , cucito , edizione limitata in sole 500 copie numerate : copia numero 341.
Si tratta della prima pubblicazione completa dell’interessante e acuto resoconto di un Ufficiale Napoleonico inerente la situazione del nostro Appennino. Fondamentale opera di riferimento, raro volume ricco di informazioni e non privo di ironia in edizione limitata e numerata. Vorrei sottolineare l’elegante e sobria veste grafica dell’opera.
Il presente volume fa parte della mia collezione personale.

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In vendita da domenica 18 febbraio 2018 alle 21:48 in provincia di Parma  -   PAOLOPR64 vende anche questi libri usati...

 
L’AMINTA E RIME SCELTE


€ 64,00

  L’AMINTA E RIME SCELTE
 
di Torquato Tasso , A Cura Di F. S. Orlandini 1862 Prima rara edizione in questa collanaEditore G. Barbera - Firenze
LETTERATURA ITALIANA LIBRI DA VIAGGIO I CLASSICI GRANDI AUTORI TORQUATO TASSO RINASCIMENTO TEATRO EDIZIONI BARBERA RISORGIMENTO NAZIONALE OPERE PRESTIGIOSE

La Casa Editrice Barbèra è stata fondata da Gaspero Barbèra (1818-1880), il quale aveva già operato presso l’editore , sempre di Firenze , Felice Le Monnier. Nel logo della casa editrice Barbèra era raffigurata una rosa con un’ape che le si avvicina, racchiusa dal motto » Non bramo altr’esca », verso del Petrarca e, a tal proposito, l’editore scrive di volere scegliere nelle proprie pubblicazioni le opere più pregiate e non andare a casaccio. Nel 1856 Gaspero Barbèra inaugurò con la Divina Commedia la collezione Diamante , Giosuè Carducci compilò il prospetto delle opere che dovevano essere incluse in questa collezione . Diamante è il nome di uno dei più piccoli caratteri tipografici e voleva significare un formato dei più minuscoli . Con la Collezione Diamante, notevole per la diffusione di opere di ogni letteratura, che gli fruttò molti elogi e molto successo commerciale , l’editore voleva contribuire sia all’innalzamento della cultura degli italiani, che ai suoi tempi erano per lo più analfabeti, sia voleva trasmettere ai suoi compatrioti i valori del Risorgimento liberale.
Prefazione di Pierantonio Serassi premessa alla Edizione bodoniana - Versi di Vincenzo Monti alla Marchesa Anna Malaspina dedicandole la Edizione bodoniana dell’Aminta a nome del Tipografo.
Torquato Tasso (Sorrento, 11 marzo 1544 – Roma, 25 aprile 1595) è stato un poeta, scrittore e drammaturgo italiano. L’Aminta è una favola pastorale composta da Torquato Tasso nel 1573 e pubblicata nel 1580 circa. La prima rappresentazione ebbe luogo con buone probabilità il 31 luglio 1573, al Belvedere di Ferrara. L’opera fu messa in scena dalla Compagnia dei Gelosi, una delle più celebri del tempo, senza i cori e gli intermezzi e forse senza l’episodio di Mopso. Riscosse un grande successo, tanto da essere richiesta l’anno successivo anche alla corte di Urbino, assecondando il desiderio della duchessa Lucrezia d’Este, amica dell’autore.
Splendida Legatura antica mezza pelle con punte, piatti marmorizzati con filetti in oro, titoli e fregi in oro al dorso, 4 nervetti. Formato in 24° cm. 7 x 11, ex libris , mantenuta brossura originale , sguardie marmorizzate, pagine XIV + 510 , condizioni usato, normali segni del tempo, interno molto buono, nessuna fioritura, legatura solidissima, pagine molto fresche, nel complesso eccellente esemplare.
Opera non comune , prima edizione in questa prestigiosa collana di libri in piccolo formato da viaggio, curiosità , volumi dal sapore unico, affettuosi, da collezione.
Il presente volume fa parte della mia collezione personale





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In vendita da sabato 17 febbraio 2018 alle 22:46 in provincia di Parma  -   PAOLOPR64 vende anche questi libri usati...

 
Parma per l’Arte – Rivista quadrimestrale d’arte e cultura , diretta da Giovanni Copertini.


€ 180,00

  Parma per l’Arte – Rivista quadrimestrale d’arte e cultura , diretta da Giovanni Copertini.
 
di Giovanni Copertini (professore)1951 ( Primo anno di pubblicazione , opera completa in tre volumi distinti ).Officina Grafica Fresching - Parma . Per Conto Comitato Parmense Per Le Lettere E Le Arti
LETTERATURA CULTURA ARTE LOCALE PARMA PITTORI POETI SCRITTORI ARTISTI PARMENSI PRIME EDIZIONI LIBRI RARI

Parma per l’Arte è una rivista d’arte e cultura fondata nel 1951 a cura dell’associazione Comitato Parmense per l’arte e diretta dal Professore Giovanni Copertini . L’ Associazione è stata fondata il 15 novembre del 1945 da un gruppo di studiosi appassionati d’arte quali l’avvocato Arturo Scotti, il prof. Ferdinando Bernini (Provveditore agli Studi), il prof. Fortunato Rizzi (preside Istituto Tecnico), il prof. Giovanni Copertini che fu per lunghi anni presidente, il sig. Ascanio Alessandri (bibliotecario della Palatina), i pittori Valdo Bianchi e Sivio Barbieri, l’avv. Giuseppe Ferrarini, l’avvocato Lanfranco Fava, Padre Placido da Pavullo. Scopo principale la salvaguardia e la conservazione dei monumenti e del patrimonio artistico della città, che in quegli anni, dopo i disastri della guerra, vide all’opera più il piccone che la cazzuola.
Si è opposta, tra l’altro, all’acquisizione della chiesa di San Pietro da parte di un istituto bancario che ne avrebbe trasformato la destinazione e irrimediabilmente compromessa la facciata.
Si è battuta per conservazione ed il restauro del casinetto del Petitot in viale Martiri della Libertà e ha ricordato, con lapidi, luoghi e personaggi. Nel 1947 ha promosso la pubblicazione del primo volume di poesie di Alfredo Zerbini con il titolo La congiura dei Fevdatéri.
Il Comitato promuove conferenze d’alto contenuto culturale per sensibilizzare gli iscritti verso la cultura parmense, programma visite in città, in Italia e, ultimamente anche all’estero in località legate culturalmente a Parma.Collabora occasionalmente, sempre per motivi di salvaguardia e tutela del patrimonio artistico, con altre associazioni.
Pubblica la rivista Parma per l’arte e monografie dedicate ai pittori e agli artisti che hanno operato a Parma.
Brossura originale morbida con titoli in bianco e nero , formato in 8 ° cm. 18 x 25,5 , larga marginatura , condizioni usato, normali segni del tempo , nel complesso ottimo esemplare , opera completamente originale:
Anno I° , Fascicolo I° ( Gennaio – Aprile 1951) , pagine 52 + XIV pagine di tavole in b/n f/t su carta patinata
Anno I° , Fascicolo II° ( Maggio – Agosto 1951) , pagine 55 + XVI pagine di tavole in b/n f/t su carta patinata
Anno I° , Fascicolo III° ( Settembre – Dicembre 1951) , pagine 52 + VIII pagine di tavole in b/n f/t su carta patinata
Tra gli altri , alcuni argomenti trattati : Nel cinquantenario della morte di Giuseppe Verdi - Duomo di Borgo San Donnino - Carlo Corvi scultore - Poeti d’oggi : Angelo Zagaria - Il demone della demolizione a Parma - In difesa della chiesa di San Pietro Apostolo - Ildebrando Pizzetti - Daniele de Strobel - Correggio e Lanfranco - Guglielmo Du Tillot - Tommaso Ravasini (umanista) - Le prime rappresentazioni verdiane a Parma - La morte di Renzo Pezzani - Remo Catellani (poeta) - Vittorio Rossin ( scultore).
Prima annata completa ( tre numeri) della ricercata ed interessante collana di arte , lettere e cultura locale Parmense. RARISSIMO PRIMO ANNO DI PUBBLICAZIONI .
I presenti volumi fanno parte della mia collezione personale.

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In vendita da sabato 17 febbraio 2018 alle 08:17 in provincia di Parma  -   PAOLOPR64 vende anche questi libri usati...

 
Parma per l’Arte – Rivista quadrimestrale d’arte e cultura , diretta da Giovanni Copertini.


€ 150,00

  Parma per l’Arte – Rivista quadrimestrale d’arte e cultura , diretta da Giovanni Copertini.
 
di Giovanni Copertini (professore)1952 ( secondo anno di pubblicazione , opera completa in tre volumi distinti ).Officina Grafica Fresching - Parma . Per Conto Comitato Parmense Per Le Lettere E Le Arti
LETTERATURA CULTURA ARTE LOCALE PARMA PITTORI POETI SCRITTORI ARTISTI PARMENSI PRIME EDIZIONI LIBRI RARI

Parma per l’Arte è una rivista d’arte e cultura fondata nel 1951 a cura dell’associazione Comitato Parmense per l’arte e diretta dal Professore Giovanni Copertini . L’ Associazione è stata fondata il 15 novembre del 1945 da un gruppo di studiosi appassionati d’arte quali l’avvocato Arturo Scotti, il prof. Ferdinando Bernini (Provveditore agli Studi), il prof. Fortunato Rizzi (preside Istituto Tecnico), il prof. Giovanni Copertini che fu per lunghi anni presidente, il sig. Ascanio Alessandri (bibliotecario della Palatina), i pittori Valdo Bianchi e Sivio Barbieri, l’avv. Giuseppe Ferrarini, l’avvocato Lanfranco Fava, Padre Placido da Pavullo. Scopo principale la salvaguardia e la conservazione dei monumenti e del patrimonio artistico della città, che in quegli anni, dopo i disastri della guerra, vide all’opera più il piccone che la cazzuola.
Si è opposta, tra l’altro, all’acquisizione della chiesa di San Pietro da parte di un istituto bancario che ne avrebbe trasformato la destinazione e irrimediabilmente compromessa la facciata.
Si è battuta per conservazione ed il restauro del casinetto del Petitot in viale Martiri della Libertà e ha ricordato, con lapidi, luoghi e personaggi. Nel 1947 ha promosso la pubblicazione del primo volume di poesie di Alfredo Zerbini con il titolo La congiura dei Fevdatéri.
Il Comitato promuove conferenze d’alto contenuto culturale per sensibilizzare gli iscritti verso la cultura parmense, programma visite in città, in Italia e, ultimamente anche all’estero in località legate culturalmente a Parma.Collabora occasionalmente, sempre per motivi di salvaguardia e tutela del patrimonio artistico, con altre associazioni.
Pubblica la rivista Parma per l’arte e monografie dedicate ai pittori e agli artisti che hanno operato a Parma.
Brossura originale morbida con titoli in bianco e verde , fondo oro figurata a colori , formato in 8 ° cm. 18 x 25,5 , larga marginatura , condizioni usato, normali segni del tempo , nel complesso ottimo esemplare , opera completamente originale:
Anno II° , Fascicolo I° ( Gennaio – Aprile 1952) , pagine 48 + XIV pagine di tavole in b/n f/t su carta patinata
Anno II° , Fascicolo II° ( Maggio – Agosto 1952) , pagine 53 + XII pagine di tavole in b/n f/t su carta patinata
Anno II° , Fascicolo III° ( Settembre – Dicembre 1952) , pagine 45 + VIII ( cronache Pontremolesi ) + 14 pagine di tavole in b/n f/t su carta patinata
Tra gli altri , saggi a cura di : jacopo Bocchialini, Ascanio Alessandri , Gilda Musa , Manlio Mora, Carlo Trombara ,Arturo Pettorelli , Angela Maria Aimi, Filippo Cocconi.
Alcuni argomenti trattati : La miniatura a Parma nel Rinascimento, Francesco Marmitta - Arte Grafica del Parmigianino - La morte Cristiana di Carlo III di Borbone - La pala di Sezze di Giovanni Lanfranco - Bruno Barilli lo scrittore e poeta - Cronache Pontremolesi - Gian Francesco d’Agrate scultore - Un’opera sconosciuta di Michelangelo Anselmi - Quaderno di poesie di Anna Tirelli - Ugo Monica senior - Alchimia e alchimisti nei secoli XVI e XVII in Parma - Il poeta Bertolucci.
Seconda annata completa ( tre numeri) della ricercata ed interessante collana di arte , lettere e cultura locale Parmense . RARO
I presenti volumi fanno parte della mia collezione personale.

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Parma per l’Arte – Rivista quadrimestrale d’arte e cultura , diretta da Giovanni Copertini.


€ 120,00

  Parma per l’Arte – Rivista quadrimestrale d’arte e cultura , diretta da Giovanni Copertini.
 
di Giovanni Copertini (professore)1953 ( terzo anno di pubblicazione , opera completa in tre volumi distinti ).Officina Grafica Fresching - Parma . Per Conto Comitato Parmense Per Le Lettere E Le Arti
LETTERATURA CULTURA ARTE LOCALE PARMA PITTORI POETI SCRITTORI ARTISTI PARMENSI PRIME EDIZIONI LIBRI RARI

Parma per l’Arte è una rivista d’arte e cultura fondata nel 1951 a cura dell’associazione Comitato Parmense per l’arte e diretta dal Professore Giovanni Copertini . L’ Associazione è stata fondata il 15 novembre del 1945 da un gruppo di studiosi appassionati d’arte quali l’avvocato Arturo Scotti, il prof. Ferdinando Bernini (Provveditore agli Studi), il prof. Fortunato Rizzi (preside Istituto Tecnico), il prof. Giovanni Copertini che fu per lunghi anni presidente, il sig. Ascanio Alessandri (bibliotecario della Palatina), i pittori Valdo Bianchi e Sivio Barbieri, l’avv. Giuseppe Ferrarini, l’avvocato Lanfranco Fava, Padre Placido da Pavullo. Scopo principale la salvaguardia e la conservazione dei monumenti e del patrimonio artistico della città, che in quegli anni, dopo i disastri della guerra, vide all’opera più il piccone che la cazzuola.
Si è opposta, tra l’altro, all’acquisizione della chiesa di San Pietro da parte di un istituto bancario che ne avrebbe trasformato la destinazione e irrimediabilmente compromessa la facciata.
Si è battuta per conservazione ed il restauro del casinetto del Petitot in viale Martiri della Libertà e ha ricordato, con lapidi, luoghi e personaggi. Nel 1947 ha promosso la pubblicazione del primo volume di poesie di Alfredo Zerbini con il titolo La congiura dei Fevdatéri.
Il Comitato promuove conferenze d’alto contenuto culturale per sensibilizzare gli iscritti verso la cultura parmense, programma visite in città, in Italia e, ultimamente anche all’estero in località legate culturalmente a Parma.Collabora occasionalmente, sempre per motivi di salvaguardia e tutela del patrimonio artistico, con altre associazioni. Pubblica la rivista Parma per l’arte e monografie dedicate ai pittori e agli artisti che hanno operato a Parma.
Brossura originale morbida con titoli in bianco e verde e bruno figurata a colori , formato in 8 ° cm. 18 x 25,5 , larga marginatura , condizioni usato, normali segni del tempo , nel complesso ottimo esemplare , opera completamente originale:
Anno III° , Fascicolo I° ( Gennaio – Aprile 1953) , pagine 52 + XII pagine di tavole in b/n e sanguigna f/t su carta patinata e alcuni disegni in nero n/t.
Anno III° , Fascicolo II° ( Maggio – Agosto 1953) , pagine 53 + XIV pagine di tavole in b/n f/t su carta patinata e alcuni disegni in nero n/t.
Anno III° , Fascicolo III° ( Settembre – Dicembre 1953) , pagine 46 + XVII pagine di tavole in b/n , seppia ed una a colori f/t su carta patinata , alcuni disegni in nero n/t.
Tra gli altri , saggi a cura di : Jacopo Bocchialini, Ascanio Alessandri , Gilda Musa , Manlio Mora, Carlo Trombara , Giuseppe Marcellini , Angela Maria Aimi, Filippo Cocconi , Fortunato Rizzi, Riccardo Finzi , Maurizio Corradi Cervi, A.E. Popham, Arnaldo Barilli, Ferdinando Bernini, Angelo Zagaria, Sidney J. Freedberg, Lily Froehlich.
Alcuni argomenti trattati : Il posto del Parmigiano nello sviluppo stilistico del XVI secolo, Due dipinti attribuiti al Parmigianino, Guida alle opere di Borgo Valditaro, Documentazione inedita suul’esilio di Carlo II, Cenacolo degli amici di Renzo Pezzani, Artisti nostri contemporanei : Nattini e di Massa, Curioso parallelo tra i Parmigiani ed i Piacentini, I disegni di Michelangelo Anselmi, Ferruccio Botti, Francesco Suqrcia, Note sulla piazza grande di Parma.
Quarta annata completa ( tre numeri) della ricercata ed interessante collana di arte , lettere e cultura locale Parmense . RARO
I presenti volumi fanno parte della mia collezione personale.

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Parma per l’Arte – Rivista quadrimestrale d’arte e cultura , diretta da Giovanni Copertini.


€ 120,00

  Parma per l’Arte – Rivista quadrimestrale d’arte e cultura , diretta da Giovanni Copertini.
 
di Giovanni Copertini (professore)1954 ( quarto anno di pubblicazione , opera completa in tre volumi distinti ).Officina Grafica Fresching - Parma . Per Conto Comitato Parmense Per Le Lettere E Le Arti
LETTERATURA CULTURA ARTE LOCALE PARMA PITTORI POETI SCRITTORI ARTISTI PARMENSI PRIME EDIZIONI LIBRI RARI

Parma per l’Arte è una rivista d’arte e cultura fondata nel 1951 a cura dell’associazione Comitato Parmense per l’arte e diretta dal Professore Giovanni Copertini . L’ Associazione è stata fondata il 15 novembre del 1945 da un gruppo di studiosi appassionati d’arte quali l’avvocato Arturo Scotti, il prof. Ferdinando Bernini (Provveditore agli Studi), il prof. Fortunato Rizzi (preside Istituto Tecnico), il prof. Giovanni Copertini che fu per lunghi anni presidente, il sig. Ascanio Alessandri (bibliotecario della Palatina), i pittori Valdo Bianchi e Sivio Barbieri, l’avv. Giuseppe Ferrarini, l’avvocato Lanfranco Fava, Padre Placido da Pavullo. Scopo principale la salvaguardia e la conservazione dei monumenti e del patrimonio artistico della città, che in quegli anni, dopo i disastri della guerra, vide all’opera più il piccone che la cazzuola.
Si è opposta, tra l’altro, all’acquisizione della chiesa di San Pietro da parte di un istituto bancario che ne avrebbe trasformato la destinazione e irrimediabilmente compromessa la facciata.
Si è battuta per conservazione ed il restauro del casinetto del Petitot in viale Martiri della Libertà e ha ricordato, con lapidi, luoghi e personaggi. Nel 1947 ha promosso la pubblicazione del primo volume di poesie di Alfredo Zerbini con il titolo La congiura dei Fevdatéri.
Il Comitato promuove conferenze d’alto contenuto culturale per sensibilizzare gli iscritti verso la cultura parmense, programma visite in città, in Italia e, ultimamente anche all’estero in località legate culturalmente a Parma.Collabora occasionalmente, sempre per motivi di salvaguardia e tutela del patrimonio artistico, con altre associazioni. Pubblica la rivista Parma per l’arte e monografie dedicate ai pittori e agli artisti che hanno operato a Parma.
Brossura originale morbida con titoli in bianco e verde e bruno figurata a colori , formato in 8 ° cm. 18 x 25,5 , larga marginatura , condizioni usato, normali segni del tempo , nel complesso ottimo esemplare , opera completamente originale:
Anno IV° , Fascicolo I° ( Gennaio – Aprile 1954) , pagine 52 + XIV pagine di tavole in b/n f/t su carta patinata
Anno IV° , Fascicolo II° ( Maggio – Agosto 1954) , pagine 53 + XII pagine di tavole in b/n f/t su carta patinata + una pagina f/t con due disegni in sanguigna del pittore parmigiano Furlotti.
Anno IV° , Fascicolo III° ( Settembre – Dicembre 1954) , pagine 49 + XXII pagine di tavole in b/n f/t su carta patinata
Tra gli altri , saggi a cura di : Jacopo Bocchialini, Ascanio Alessandri , Gilda Musa , Manlio Mora, Carlo Trombara , Giuseppe Marcellini , Angela Maria Aimi, Filippo Cocconi , Fortunato Rizzi, Riccardo Finzi , Maurizio Corradi Cervi.
Alcuni argomenti trattati :La scoperta dell’anfiteatro romano di Parma, Divagazioni Correggesche, notizie intorno a Cassio Parmense , la storia patologica di Maria Luigia d’Austria Duchessa di Parma, Un parco Provinciale sull’Appennino Parmense, Alfredo Zerbini, alla galleria del teatro, Ferdinando Bernini umanista del 900, Arnaldo Barilli, Amos Nattini , Convitto Nazionale Maria Luigia, centenario dei moti Parmensi del 1854, Primo centenario della morte di Paolo Toschi.
Quarta annata completa ( tre numeri) della ricercata ed interessante collana di arte , lettere e cultura locale Parmense . RARO
I presenti volumi fanno parte della mia collezione personale.

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In vendita da venerdì 16 febbraio 2018 alle 21:41 in provincia di Parma  -   PAOLOPR64 vende anche questi libri usati...

 
Un lungo ragionamento. Genesi e sviluppo del pensiero darwiniano


€ 42,00

  Un lungo ragionamento. Genesi e sviluppo del pensiero darwiniano
 
di Ernst Mayr , Traduzione A Cura Di Fiamma Bianchi BandinelliPrima edizione Febbraio 1994Bollati Boringhieri
BIOLOGIA GENETICA TEORIA DELL’EVOLUZIONE DARWIN ERNST MAYR PRIME EDIZIONI

Ernst Mayr (Kempten, 5 luglio 1904 – Bedford, 3 febbraio 2005) è stato un biologo, naturalista, genetista e storico della scienza. Mayr è considerato uno dei massimi studiosi della evoluzione animale, in particolare dei meccanismi che presiedono alla speciazione, cioè alla differenziazione di due specie da una specie genitrice. Negli ultimi anni rivolse la sua attenzione anche alla riflessione su una filosofia della biologia e su come le caratteristiche delle scienze biologiche le distinguessero dalla scienze fisiche. Lo scienziato tedesco si è laureato a Berlino nel 1926. Trasferitosi negli Stati Uniti, ha fatto parte del corpo docente della Harvard University. Fondatore della teoria sintetica dell’evoluzione, ha lavorato a lungo sul campo in varie parti del mondo, verificando i meccanismi di speciazione individuata da Darwin attraverso lo studio dei fringuelli delle Galapagos, in molti altri organismi; in questo modo ha precisato i meccanismi geografici attraverso i quali avviene la formazione di nuove specie. E’ sua la teoria della speciazione allopatrica. Il suo interesse più sentito è però forse quello legato alla storia della biologia e alle fondamentali differenze metodologiche esistenti fra le scienze della vita e le altre scienze sperimentali. A più di 130 anni dalla pubblicazione dell’Origine delle specie, l’onda d’urto delle polemiche suscitate dalle tesi darwiniane non accenna a smorzarsi. Una prova della difficoltà di trattare con obiettività scientifica questioni che riguardano direttamente la nostra vita. E d’altra parte non è facile venire a capo delle infinite sottigliezze del pensiero di Charles Darwin e scoprire gli anelli mancanti del lungo ragionamento (così Darwin definì l’Origine) da lui iniziato già all’epoca della leggendaria spedizione del Beagle; di quella catena di deduzioni, raccolta di indizi e formulazione di ipotesi che lo condusse a proporre tesi che minavano alla radice le concezioni vittoriane. Questo saggio vuole contribuire a chiarificare proprio il tema del darwinismo.
Elegante brossura morbida figurata a colori, formato in 8° cm. 15 x 22 , pagine 199 . Condizioni usato allo stato del nuovo. Fondamentale opera di riferimento sull’argomento , non comune da perire sul mercato, prima edizione.
Il presente volume fa parte della collezione personale.



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In vendita da venerdì 16 febbraio 2018 alle 14:20 in provincia di Parma  -   PAOLOPR64 vende anche questi libri usati...

 
Svevo Romanzi


€ 68,00

  Svevo Romanzi
 
di Italo Svevo, A Cura Di Mario Lavagetto, Con La Collaborazione Di Ferdinando Amigoni, Nunzia Palmieri, Arrigo Stara1993Edizioni Einaudi Gallimard – Torino
LETTERATURA MITTELEUROPEA ROMANZI ITALO SVEVO TARDO VERISMO LE PLEIADE EDIZIONI DI PREGIO

La Bibliothèque de la Pléiade, edita dalla Gallimard, è la più prestigiosa collana editoriale francese e tra le più note al mondo. Nata nel 1923 a Parigi, presso l’editore Jacques Schiffrin, venne acquistata nel 1931, dopo 12 volumi, da Gaston Gallimard su suggerimento di André Gide e Jean Schlumberger. Rilanciata nel 1933, in breve la collana conquistò il favore dei bibliofili di tutto il mondo, presentando per lo più opere complete, con grande cura filologica, di autori classici o ritenuti degni di divenire a breve classici. La collezione della Pléiade si distingue anzitutto per l’eleganza della veste tipografica (carattere Garamond), il prestigio dei curatori, la qualità delle introduzioni e delle traduzioni, e l’abbondanza del commento e degli apparati critici. I libri sono stampati su pregiata carta India (in francese, papier bible, leggerissima, che consente di contenere in volumi maneggevoli migliaia di pagine) presso la Normandie Roto Impression a Lonrai e rilegati, in pelle con impressioni in oro, da Babouot a Lagny, in Francia. La Biblioteca della Pléiade è una collana editoriale italiana, nata nel 1992 dal sodalizio commerciale delle case editrici Einaudi e Gallimard. Si rifà, sia per quel che concerne la veste tipografica sia per ciò che riguarda il valore filologico-critico dei volumi, alla consorella francese Bibliothèque de la Pléiade.
« La salute non analizza se stessa e neppure si guarda allo specchio. Solo noi malati sappiamo qualche cosa di noi stessi. ». - La coscienza di Zeno
Italo Svevo, pseudonimo di Aron Hector Schmitz (Trieste, 19 dicembre 1861 – Motta di Livenza, 13 settembre 1928), è stato uno scrittore e drammaturgo italiano, autore di tre romanzi, numerosi racconti brevi e opere teatrali. Di cultura mitteleuropea, ebbe in Italia riconoscimenti tardivi e fama postuma.
Il primo romanzo: Una vita ( 1892). Alle origini il romanzo venne presentato all’editore Treves con il titolo Un inetto, in seguito Svevo fu invitato dallo stesso Treves a modificare il titolo del romanzo, reintitolandolo così Una vita. Detto ciò il romanzo presenta nello schema una storia tardoverista, configurandosi come racconto di un vinto, cioè di un uomo sconfitto dalla vita. Ma rispetto al romanzo naturalista è evidente lo scarto: Alfonso è sconfitto non da cause esterne, sociali, ma interiori, proprie del suo modo di essere. Il protagonista incarna la figura dell’inetto, cioè di un uomo caratterizzato non da un’incapacità generica, ma da una volontà precisa di rifiutare le leggi sociali e la logica della lotta per la vita.
Il secondo romanzo: Senilità Il suo secondo romanzo Senilità appare sull’Indipendente a puntate dal15 giugno e il 16 settembre 1898, in 79 puntate collocate nel taglio basso di prima pagina. Snobbato dalla critica, anche triestina, viene recensito solo dal quotidiano socialista triestino Il Lavoratore, sul numero del 13 ottobre 1898. Il romanzo verrà poi pubblicato nello stesso anno presso l’editore-libraio Ettore Vram di Trieste, in mille copie , a spese dell’autore, senza ottenere alcun successo. Una seconda edizione, sempre rivista dall’autore, è del 1927 presso l’editore Giuseppe Morreale di Milano . Il titolo ha significato metaforico: appunto senilità indica l’incapacità di agire che è propria degli anziani, ma nel romanzo qualifica tale quella del protagonista che è abbastanza giovane.
Il terzo romanzo: La coscienza di Zeno che pubblicherà nel 1923 presso l’editore Cappelli di Bologna. Joyce che legge il romanzo e lo apprezza, consiglia all’amico di inviarlo a certi critici francesi che dedicheranno, nel 1926, alla Coscienza di Zeno e agli altri due romanzi la maggior parte del fascicolo della rivista Le navire d’argent. Ma intanto anche in Italia, qualcosa si smuove e sulla rivista milanese L’esame esce, nel 1925, un intervento di Eugenio Montale intitolato: Omaggio a Italo Svevo.
Legatura editoriale in piena pelle con filetti e titoli in oro al dorso , sguardie colorate , sovraccoperta in acetato trasparente a protezione, formato in 16° cm. 10,5 x 17,5 , taglio superiore colorato , pagine CXV + 1301 , elegante cofanetto rigido figurato . Condizioni allo stato del nuovo, eccellente esemplare da collezione in splendida veste editoriale.
Il presente volume fa parte della mia collezione personale.




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Walther Rathenau


€ 70,00

  Walther Rathenau
 
di Harry Kessler1995Il Mulino - Bologna
BIOGRAFIE LETTERATURA TEDESCA CAPITALE INDUSTRIA WALTHER RATHENAU STORIA EUROPEA XX SECOLO LIBRI RARI

Walther Rathenau nacque in una famiglia ebraica di Berlino nel 1867. Ereditò dal padre il controllo di una fra le più potenti imprese tedesche, la AEG, e, all’età di 40 anni, cominciò a occuparsi attivamente di politica assumendo incarichi governativi. Rathenau, fu un imprenditore-politico che pagò con la vita il suo impegno. Responsabile dell’approvvigionamento delle materie prime durante la grande guerra, ministro della ricostruzione nel 1921 e ministro degli esteri nel 1922, fu assassinato in quello stesso anno da estremisti di destra. Contrariamente a quanto gli schemi classisti farebbero pensare, Rathenau non fu affatto un uomo di destra. Aveva ereditato una grande impresa, ma predicava l’abolizione dei diritti di successione. Era ricchissimo, ma invocava un’imposta progressiva sui redditi che espropriasse gradualmente tutti i patrimoni. Guidava col pugno di ferro la sua azienda, ma vagheggiava la liberazione del proletariato e l’avvento della società senza classi. Rathenau era un personaggio pieno di contraddizioni che, pur vivendo nell’industria, soffriva perché gli sembrava che l’industrializzazione soffocasse il mondo. Riteneva che la meccanizzazione possedesse un’infernale capacità omologante, distruggesse la vita interiore, trascinasse gli uomini fuori dalle loro anime. D’altra parte era abbastanza lucido per capire che il progresso tecnologico costituiva una strada obbligata, priva di alternativa. Credette che la statalizzazione delle imprese e la regolamentazione dei consumi potessero offrire una soluzione ai problemi dell’umanità. E, quando scoppiò la prima guerra mondiale, vide in questa guerra un’ottima occasione per estendere l’intervento pubblico in economia. Anche per questo chiese ed ottenne di diventare il capo dell’ufficio preposto all’approvvigionamento delle materie prime, rivelandosi un abilissimo organizzatore. Commise un’imprudenza, nel settembre 1914, allorché scrisse che sotto la guida della sua classe dirigente, la Germania non avrebbe potuto vincere. Le sue parole furono più tardi considerate quelle di un disfattista. Commise un’altra imprudenza nel 1916, allorché approvò per iscritto la deportazione di settecentomila lavoratori belgi. Ciò gli fece temere, dopo la sconfitta tedesca, di essere incluso nella lista dei criminali di guerra predisposta dagli Alleati. Come ministro degli esteri Rathenau viene ricordato soprattutto per aver firmato a Rapallo, nell’aprile 1922, un accordo con l’Unione Sovietica. E’probabile che egli vi fosse sospinto anche da motivi ideali. Ma quell’accordo corrispondeva alla Ragion di Stato e avrebbe potuto essere sottoscritto anche da un ministro conservatore. Due mesi più tardi Rathenau fu assassinato a Berlino da chi vedeva in lui un ebreo filo-bolscevico. Non c’è dubbio che egli veniva odiato proprio perché non era un politico qualunque, bensì un grande imprenditore capitalista, datosi alla politica per passione. L’autore di questa biografia, Harry Kessler, era un diplomatico che aveva conosciuto molto bene Rathenau. Pubblicò l’opera quasi settant’anni fa e non disse tutto quello che realmente pensava. Testimone diretto degli eventi narrati , ci restituisce così la storia di un periodo quanto mai travagliato della vicenda europea , fra miti imperiali, patriottismo nazionalista , fermenti rivoluzionari , bagliori di guerra.
Legatura tutta tela editoriale con titoli bianche al dorso, sovraccoperta figurata a colori, formato in 8° cm. 14 x 21,5, pagine 333. Condizioni usato allo stato del nuovo, eccellente esemplare da collezione, opera esaurita di difficile reperibilità , raro.
Il presente volume fa parte della collezione personale.



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Le Corbusier


€ 32,00

  Le Corbusier
 
di Vittorio Franchetti Pardo ( Architetto E Storico Dell’Architettura)1966Sadea - Sansoni Editori
ARCHITETTURA URBANISTICA DESIGN LE CORBUSIER MOVIMENTO MODERNO BISOGNI SOCIALI CEMENTO MITO CULT

Charles-Edouard Jeanneret-Gris in arte Le Corbusier (La Chaux-de-Fonds, 6 ottobre 1887 – Roccabruna, 27 agosto 1965), è stato uno dei più grandi architetti e pensatori del XX secolo. Il suo stile architettonico è una vera e propria rivoluzione finalizzata a fondere l’architettura con i bisogni sociali dell’uomo medio. I centri urbani, così come le abitazioni, devono essereproiezioni dell’essere umano e come tali raggiungere alti livelli di funzionalità affinché ogni capacità dell’uomo possa essere così toccata e sviluppata. Questo cosa significa: da un lato considerare l’uomo al centro di ogni progetto, legando le sue proporzioni a quelle degli spazi vitali; dall’altro liberarlo da quella terribile alienazione che lo rende prigioniero, paradossalmente, del proprio ambiente vitale per cui esso lavora e si sacrifica. Il 1923 è l’anno in cui viene pubblicato Verso un’Architettura, raccolta di saggi ed esplosivo manifesto in cui l’Autore sostiene che il vero impegno verso il rinnovamento architettonico è l’unico strumento in grado di raggiungere una reale giustizia sociale tale da sostituire la rivoluzione politica, appesantita da ideologie e corruzione, lotte e interessi personali. Nel trattato il rinnovamento costruisce le sue fondamenta su cinque punti che esplicitano un nuovo linguaggio e nuovi modi di fare architettura: i piloni, i tetti a giardino e la finestra a nastro esposti direttamente nel manifesto e la pianta libera e la facciata libera inseriti pochi anni dopo . Questi cinque punti hanno rivoluzionato l’architettura moderna e continuano tutt’ora ad ispirare stuoli di architetti. Sono estremamente funzionali e applicabili al singolo edificio (villa Savoye a Poissy, villa Laroche-Jeanneaeret ad Auteil persso Parigi) come ad un’intera città (Chandigarh, India). La loro potenza risiede nel principio di libertà, di pensiero e di azione, che contraddistingue ogni singolo punto. Ogni individuo è libero di costruire l’abitazione che più rispecchia il suo Ego e se è in grado di costruirla ha acquisito la vera coscienza che permette a Lui di saper scegliere il luogo dove vuole vivere, dove le sue capacità possano fiorire illuminate dal sole della libertà in un campo dove i rovi costrittivi dell’alienazione non esistono.
Brossura morbida figurata a colori , formato in 16° cm. 12,5 x 17,5 , formato in 16° grande, pagine 39 di testo ed esaustive didascalie e numero 40 pagine n.n. raffiguranti 94 tavole a colori ( disegni, foto, schizzi) f/t su carta patinata. Condizioni usato allo stato del nuovo , condizioni perfette, da collezione.
Tra il 2016 e il 2017 sue opere sono state aggiunte alla lista dei siti patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. Nella motivazione si legge che gli edifici scelti sono «una testimonianza dell’invenzione di un nuovo linguaggio architettonico che segna una rottura con il passato».
Il presente volume fa parte della mia collezione personale.

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La Follia della normalità. Per un’interpretazione della distruttività umana


€ 70,00

  La Follia della normalità. Per un’interpretazione della distruttività umana
 
di Arno Gruen , Traduzione Di Maria Gregorio1994 MaggioFeltrinelli
PSICHIATRIA, PSICANALISI, PSICOLOGIA , SIGMUND FREUD , ARNO GRUEN , FOLLIA , LIBRI RARI

Titolo originale : The insanity of normality.
Arno Gruen (26 maggio 1923 - 20 ottobre 2015) è stato uno psicologo e psicanalista svizzero-tedesco. Il posto di Gruen nella storia della psicologia può essere riassunto come segue. Secondo Sigmund Freud , gli esseri umani nascono con un’innata tendenza alla distruzione e alla violenza; in tutta la sua carriera accademica e clinica, il Prof. Gruen ha sfidato quell’ipotesi, sostenendo invece che alla radice del male giace l’odio per se stessi, una rabbia originata da un auto-tradimento che inizia nell’infanzia, quando l’autonomia si arrende in cambio dell’amore di coloro che esercitano il potere su di noi. Per condividere questo potere soggiogante, le persone creano un falso sé, un’immagine di sé piacevole agli altri che scaturisce da una paura potente, profondamente radicata, di essere ferito, umiliato o abbandonato. Gruen ha tracciato questo schema di sovra-adattamento e il destino di coloro che resistono alla pressione per conformare, attraverso una serie di casi di studio, fenomeni sociologici - dal nazismo ai reaganomici - e opere letterarie. La follia della rabbia e del torpore che questa iper- conformità produce, purtroppo, viene largamente ignorata proprio perché è diventato il freddo, duro realismo che la società moderna inculca nei suoi membri e persino ammira. Tuttavia, Gruen ha avvertito che la fuga da questi schemi non sta semplicemente nella ribellione, perché i ribelli rimangono spesso legati emotivamente agli oggetti della loro ribellione, ma nello sviluppo di un’autonomia personale e nella rinuncia a tutte le forme di auto-intorpidimento e auto- inganno. La sua conclusione elegante e di vasta portata, elaborata nei libri e nei saggi sotto elencati, è che mentre l’ autonomia e l’ autenticità non sono facilmente ottenibili, la loro assenza si rivela catastrofica sia per l’individuo che per la società, mentre i conformisti amareggiati cercano nuove vittime su cui fare violenza e vendicare le loro ferite psichiche.
Brossura morbida figurata a colori , formato in 8° cm. 14 x 22, pagine 191 . Condizioni usato allo stato del nuovo, eccellente esemplare. Opera non comune, di difficile reperibilità, in condizioni perfette , da collezione.
Il presente volume fa nparte della mia collezione personale.

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