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Autore: Léonce Peillard
Editore: Club degli Editori
Anno: 1965
Collana: Fatti e Figure
Condizioni: BUONE CONDIZIONI
Categoria: 2A GUERRA MONDIALE
ID titolo: 93792470
"Affondate la Tirpitz!" è in vendita da martedì 1 agosto 2023 alle 10:58 in provincia di Trento
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Note su "Affondate la Tirpitz!": pp. IX+379 - Copertina rigida color viola, priva di sopraccoperta ed autore e titolo in color oro al dorso - Collana ’Fatti e Figure’ n. 2 - Traduz. di Margherita Gasparetto - 16 pagine di foto in b/n - Volume in buono stato - Abstract: Le direttive date nel 1943 riguardo alla messa in disarmo delle unità pesanti della marina furono attuate immediatamente per l’Admiral Scheer e la Lutzow; entrambe rientrarono in patria quello stesso anno per essere impiegate per le esercitazioni dell’ Ausbildungver band. Il ritiro nel Baltico e dalle operazioni della Tirpiz significava che, dopo la perdita della Scharnhorst, il compito di eliminare le corazzate restanti spettava all’aviazione alleata. Sebbene fosse assai improbabile che queste navi comparissero ancora in mare aperto per minacciare la superiorità alleata, furono compiuti ancora note- voli sforzi per annientarle. Lo scopo principale di tali attacchi non era necessariamente il loro affondamento: spesso questo infatti si univa a quello ancora più importante di distruggere i centri di costruzione dei sommergibili. Tale per esempio era il fine dell’incursione del 22 marzo 1943 a Wilhelmhaven, vale a dire la distruzione di sommergibili e dei cantieri di costruzione, sebbene non si trattasse di uno dei centri maggiori. L’Admiral Scheer si trovava però per riparazioni nel bacino n° 5 ed era un bersaglio da non sottovalutare per un gruppo di sessantanove B-17 Fortresse dell’USAAF Reparto Bombardieri e quindici B-24 Liberator del secondo Reparto Bombardieri, ottava Forza Aerea; 224 tonnellate di bombe furono sganciate con la per- dita di un solo B-17 e di due B-24. La corazzata non subì nessun danno, ma il Flottenkommando ordinò che fosse trasferita immediatamente a Est nel Baltico, lontano dalla minaccia dell’aviazione alleata. Nell’autunno del 1943 un volo ricognitivo condotto ii7 ottobre su Gotenhafen mostrò che I’ Admiral Scheer veniva spostata nel porto da rimorchiatori, dopo essere stata vista il 18 agosto a Swinemunde. Ormeggiata nel porto polacco si trovavano anche l’Emden, la Lutzow e più allargo la Prinz Eugen. La Gneisenau fu notata completamente camuffata insieme alle ormai vecchie corazzate, la Schlewig-Holstein e la Schlesien. Qui si trovavano infatti tutte le unità pesanti della Kriegsmariene, che ancora restavano, eccetto due. Non sorprende quindi che fosse organizzato un attacco da parte alleata. Fu compiuto dall’ottavo USAAF il 9 ottobre con quarantuno B-24 della seconda divisione bombardieri (novantatresimo, quarantaquattresimo, trecentottantaduesimo e trecentonovantaduesimo gruppo bombardieri) e dalla prima e terza divisione bombardieri (novantaduesimo, novantaseisimo, trecentocinquesi mo, trecentoseiesimo, e trecentottavo gruppo bomardieri) costituito da centonove B-17. Ai B-24 fu assegnato come bersaglio il bombardamento di Danzica, ai B-17 di Gotenhafen; i primi sganciarono 86 tonnellate di bombe, gli altri 272 tonnellate con la perdita rispettivamente di due e sei veivoli. Nonostante la forza dell’attacco, non fu colpito nessun bersaglio militare di rilievo, tuttavia questa prima incursione durante il giorno tanto a est fu una spiacevole sorpresa per la Kriegsmarine. Per quanto riguarda la Royal Navy, era comunque la Tirpitz, ad attirare l’attenzione. Sola sulle coste artiche della Norvegia dopo l’affondamento della Schamhorst, continuava le riparazioni per i danni subiti dall’attacco dei sommergibili X nell’autunno de 1943. Questi lavori erano condotti in condizioni molto ardue, senza alcuna delle strutture portuali normalmente necessarie per riparazioni di questo tipo, che comprendevano tra l’altro la costruzione di un compartimento stagno di 34 cm sotto la chiglia della nave il nome in codice dell’operazione era Paul: dall’Il novembre giunsero gruppi di tecnici specializzati e vennero ospitati sulla navi addetta alle riparazioni, Neumark, che era ancorata a fianco della Tirpitz, il cui doppio hangar fu vuotato e trasformato in un magazzino. Una seconda nave addetta alle riparazioni, la Huascaran giunse nel fiordo di Kaa il 25 novembre, seguita alla fine del mesi dalla Pemambuco (con un carico di materiale) e dalla Monte Rosa (con 250 uomini). Le riparazioni non poterono però essere iniziate ( in modo serio). La difesa rappresentava un problema non secondario dopo la perdita della Schamhorst, poiché nel fiordo di Alten era costituito, solamente dalla torretta H della Tirpitz, due pezzi d’artiglieria da 15 cm e la batterie di siluri Lillan e Drott che erano stati portati da Trondheim. Si temeva che la Duke of York potesse fare la propria comparsa nel fiordo e purtroppo nessuno dei siluri a bordo della Lillan e della Drott sarebbero stati utilizzabili. All’inizio del 1944 quattro pezzi d’artiglieria da 38 cm e quattro da 15 cm divennero operativi a bordo della corazzata. Era stata inviata una gru galleggiante di 20 tonnellate, ma non quella assai più importante di 10 tonnellate, il che significava che alcuni dei lavori indispensabili non potevano essere eseguiti. Nonostante le tante difficoltà le riparazioni proseguivano bene e alla metà del mese di marzo del 1944 la Tirpitz era pronta per il collaudo. Tra il 15 e il 16 marzo navigò a tutta velocità compiendo esercitazioni militari nello Stjemsund e nello Vargsund scortata dallo 230 e dallo 238, anche se le condizioni atmosferiche non erano buone e nevicava. La nave era ormai pienamente operativa, a parte per la turbina centrale che dovette essere ancora revisionata per i rumori. Il guasto venne rettificato all’inizio di aprile. Sia Dornitz, sia Schniewind riconobbero l’eccellente lavoro compiuto dai tecnici e dall’equipaggio della nave e si congratularono ufficialmente. Verso la fine di marzo, una settimana prima del previsto, tutti e tre i motori potevano essere messi in funzione e la nave poteva rientrare in azione. Nel frattempo il servizio segreto britannico, tanto con i rapporti di Ultra che con quelli di agenti norvegese aveva seguito i progressi della nave. In questo periodo non fu tentato alcun attacco, ad eccezione di un’incursione fallita di quindici bombardieri sovietici il 10 febbraio, di questi solo quattro individuarono il bersaglio.
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