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55 NOVELLE PER L’INVERNO
 


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55 NOVELLE PER L’INVERNO
 

Autore: MARIO SOLDATI
Editore: MONDADORI
Anno:1972
Collana: OMNIBUS
Condizioni: OTTIME CONDIZIONI
Categoria: RACCONTI
ID titolo:71808877

"55 NOVELLE PER L’INVERNO" è in vendita da mercoledì 5 febbraio 2020 alle 23:59 in provincia di Roma

Note su "55 NOVELLE PER L’INVERNO":
55 NOVELLE PER L’INVERNO
AUTORE: MARIO SOLDATI
EDITORE: MONDADORI
COLLANA: OMNIBUS
GENERE: RACCONTI
QUARTA EDIZIONE GIUGNO 1972
DISEGNO IN SOVRACCOPERTINA DI FERENC PINTER
744 PAGINE
PESO: 1,2 KG
VOLUME RILEGATO CON COPERTINA RIGIDA IN TELA ROSSA E SOVRACOPERTINA ILLUSTRATA DIMENSIONI 15X23X5 CM
OTTIME CONDIZIONI

DALLE NOTE DI COPERTINA:
Soldati era giovane, molto giovane quando - verso il 1930 - fece chiasso una lunga polemica sulla narrativa italiana, suscitata da un articolo di Papini. Nell’articolo si riducevano a pochi esemplari i veramente buoni romanzi, moderni o no, scritti nella nostra lingua; e i meriti dei narratori italiani venivano attribuiti quasi per intiero all’arte del racconto. Proprio allora, stava invece dilagando qualcosa che tolse in breve ogni ragionevole attualità al separare, più o meno recisamente, nel quadro generale della nuova narrativa, il valore di numerosi romanzi da quello d’ancor più numerosi libri di racconti. Il romanzo tradizionale era in crisi ormai da tempo, nel mondo non soltanto in Italia. L’affluenza improvvisa, da noi, d’una narrativa estranea in sostanza ai vecchi metri, nella quale si trovarono a emergere parecchi giovani e altri non giovani, ebbe uno sviluppo contrario di regola anche alla superficiale ma suggestiva tesi di Papini: frequentemente quegli scrittori partirono dal racconto e si affermarono poi come validi romanzieri, mentre continuavano, non pochi, pur a dare narrazioni brevi in forma chiusa o di libera e mutevole tessitura.
A queste sue prime dimensioni espressive Soldati restò invece, per lungo tempo, aderente con tutta quanta la propria opera e figura di narratore. Salmace che nel ’29 lo rivelò in modo scombinato e vivissimo, è un libro di racconti; lo divenne in gran parte anche il • gruppo di impressioni e approfondite esperienze sugli Stati Uniti, America primo amore uscito in volume nel ’35. Quella rapsodia da testimone incantato, riflessivo e inventivo segnava anche un possesso di forze nuove nel Soldati narratore, garantiva un rapporto tra il meglio del primo libro e altre opere. Ma nel senso più atteso tardarono a venire. Ci si aspettava qualcosa almeno di simile a un romanzo, in cui agissero le virtù presentatesi fin allora di scorcio; o una serie di racconti tutta incisiva. Soldati parve invece disperdersi nel cinema, alternarvi cose scritte un po’ ai margini di se stesso. L’estro gli aveva già fatto perdere i momenti giusti per coltivare le sue promesse di narratore?
Ma egli rispose in tutt’altro modo, pressappoco nel ’45 e nei tempi seguenti. Intorno alla caduta del fascismo, venne la nuova sempre più netta rivelazione di Soldati: con una freschezza ed energia che solo l’intima ripugnanza a darsi una piena espansione letteraria, nel clima antecedente, aveva potuto preservare. Con gli abusi dell’estro si era svolta una tra quelle recondite fughe dai grandi impegni di lavoro in gabbia, supergiù in prigione, certo avvenute a molti sotto parecchi regimi. Il nostro Mario Soldati prese slancio quando la gabbia cominciò ad ondeggiare, - lo accrebbe dopo la Liberazione. Non innalzando come autore mura possenti: né in quegli anni né dopo. La sua forma espressiva più naturale restava il racconto, lungo o vicino alla novella: sul cosiddetto piano oggettivo (la vicenda che pare svolgersi da sé), o in modo apertamente mosso dallo scrittore e a volte quasi parlato, recitato, con un gusto scenico addirittura. Ma basterebbe La confessione per esempio, a indicare come un racconto-lungo di Soldati possa vivere egregiamente a un passo dal romanzo categorico per ogni pubblico e guarnigione. Poi, l’opera da lui sgorgata nella multiforme bibliografia degli ultimi decenni, è assai ricca in correnti e orizzonti che evocano una specie d’approdo necessario prima o poi al complicato impegno dei romanzieri specifici, per lungo e per largo.
Se, finora, non c’è stato in questo senso l’ormeggiarsi ma diciamo un bordeggiare anche a pelo della riva (valorosa prova ultima L’attore), lo si deve con evidenza a una piega del temperamento, niente affatto a doti ristrette. Anche nelle espressioni brevi o minime, d’altra parte, torna spesso un Soldati più forte che non vari autorevoli romanzieri del ’900 come interprete ampio, libero e narrativamente preciso del vissuto, del conosciuto, - sia da un giuoco affidato ai personaggi e agli eventi sia dalla traccia di ragioni spirituali immediatissime, di una sottile moralità.
Questa raccolta copiosa e versatile si rifà a una serie di narrazioni che l’autore mette in fila secondo le date, ma rovesciandone il corso: dall’ultima alla prima, via via, tenendosi a un periodo abbastanza limitato. Non amo quei risvolti o introduzioni ecc. da cui si getti addosso al lettore qualche sintesi opulenta del testo: meglio (credo) i semplici richiami preliminari. Comunque sia il discorso su racconto e romanzo mirava anche a proporre un sentimento particolare, verso le 55 novelle per l’inverno. Mi appaiono da leggere trovando e seguendo fili di continuità dall’una all’altra, continuità forse maggiori nella viva materia che nell’insieme dei prodotti artistici. Linguaggi tecniche risultati hanno qui degli aspetti largamente vari; ma da occasione a occasione, certi motivi pieni d’interesse esistenziale e d’acutezza realistica si corrispondono, quasi si aggregano, tendono come a un unico svolgimento. Così avveniva per quelle Storie di spettri riunite nel ’61, messe oggi a ragione nel libro nuovo. Da alcune come Il tappeto di felpa, Il tarocco n. 13 e La palla da tennis a un gruppo di racconti scritti dopo (L’ombrello azzurro e L’ulivo, Una regina, L’ubriacona ...), passa qualcosa che sta probabilmente al centro ideale del volume: un reciproco innesto tra senso del mistero e lucidità pungente-pietosa su irreparabili sorti umane, di cui si avverte la risonanza nella persona stessa del narratore affacciato da non molto tempo all’allontanarsi della giovinezza, al rapido sovrapporsi d’altre età.
Giansiro Ferrata

INDICE
9 Avvertenza
11 Le due Bigliardi
17 Uno spettacolo del Piccolo
27 I due chirurghi
43 Il tocco finale
59 Le lacrime di Babbo Natale
73 Il riccio
81 Due lettere
89 Il difetto
101 La seggiolina del Florian
113 Una donna comprensiva
123 Tubi
135 Il Natale di Iride
149 Gli stivaletti grigi e neri
159 Uomo in mare
169 Natale e Satana
187 Il monco
199 Chi ha lo yacht chi no
213 Gli occhiali del Presidente
221 In fondo a un portone milanese
231 L’avaro
241 L’ulivo
255 Lo schermitore
277 Il verme
289 Specchi e spettri
313 L’ombrello azzurro
329 L’imprudenza
357 L’ultimo torinese
379 Il tappeto di felpa
401 La palla da tennis
415 L’infortunio
427 Filippo
443 L’oro di Bella Bimba
465 L’ubriacona
481 La macchia nera
499 Una regina
515 Le trote
535 I passi sulla neve
547 Le prime quattro note della Sonata a Kreutzer
565 Il serpente
587 Il colpo gobbo
605 L’aggressione
625 Vecchie carte
647 Un paese in O
655 La verità
661 La borsa di coccodrillo
671 La fotografia
677 Ada e Resi
687 Un subalterno
695 L’albergo di Ghemme
703 La coroncina a cinque palle
713 San Mamete
719 Trattoria Ariosto
727 Capricci d’inverno
733 Il tarocco numero 13
739 L’amico americano

NON TRATTO PREZZO, NON SCAMBIO

POTETE CHIAMARE PER INFORMAZIONI AL 347 1851184 ANCHE WHATSAPP

 

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RACCONTI. 55 NOVELLE PER L’INVERNO
AUTORE: MARIO SOLDATI
EDITORE: MONDADORI
COLLANA: OMNIBUS
GENERE: RACCONTI
QUARTA EDIZIONE GIUGNO 1972
DISEGNO IN SOVRACCOPERTINA DI FERENC PINTER
744 PAGINE
PESO: 1,2 KG
VOLUME RILEGATO CON COPERTINA RIGIDA IN TELA ROSSA E SOVRACOPERTINA ILLUSTRATA DIMENSIONI 15X23X5 CM
OTTIME CONDIZIONI

DALLE NOTE DI COPERTINA:
Soldati era giovane, molto giovane quando - verso il 1930 - fece chiasso una lunga polemica sulla narrativa italiana, suscitata da un articolo di Papini. Nell’articolo si riducevano a pochi esemplari i veramente buoni romanzi, moderni o no, scritti nella nostra lingua; e i meriti dei narratori italiani venivano attribuiti quasi per intiero all’arte del racconto. Proprio allora, stava invece dilagando qualcosa che tolse in breve ogni ragionevole attualità al separare, più o meno recisamente, nel quadro generale della nuova narrativa, il valore di numerosi romanzi da quello d’ancor più numerosi libri di racconti. Il romanzo tradizionale era in crisi ormai da tempo, nel mondo non soltanto in Italia. L’affluenza improvvisa, da noi, d’una narrativa estranea in sostanza ai vecchi metri, nella quale si trovarono a emergere parecchi giovani e altri non giovani, ebbe uno sviluppo contrario di regola anche alla superficiale ma suggestiva tesi di Papini: frequentemente quegli scrittori partirono dal racconto e si affermarono poi come validi romanzieri, mentre continuavano, non pochi, pur a dare narrazioni brevi in forma chiusa o di libera e mutevole tessitura.
A queste sue prime dimensioni espressive Soldati restò invece, per lungo tempo, aderente con tutta quanta la propria opera e figura di narratore. Salmace che nel ’29 lo rivelò in modo scombinato e vivissimo, è un libro di racconti; lo divenne in gran parte anche il • gruppo di impressioni e approfondite esperienze sugli Stati Uniti, America primo amore uscito in volume nel ’35. Quella rapsodia da testimone incantato, riflessivo e inventivo segnava anche un possesso di forze nuove nel Soldati narratore, garantiva un rapporto tra il meglio del primo libro e altre opere. Ma nel senso più atteso tardarono a venire. Ci si aspettava qualcosa almeno di simile a un romanzo, in cui agissero le virtù presentatesi fin allora di scorcio; o una serie di racconti tutta incisiva. Soldati parve invece disperdersi nel cinema, alternarvi cose scritte un po’ ai margini di se stesso. L’estro gli aveva già fatto perdere i momenti giusti per coltivare le sue promesse di narratore?
Ma egli rispose in tutt’altro modo, pressappoco nel ’45 e nei tempi seguenti. Intorno alla caduta del fascismo, venne la nuova sempre più netta rivelazione di Soldati: con una freschezza ed energia che solo l’intima ripugnanza a darsi una piena espansione letteraria, nel clima antecedente, aveva potuto preservare. Con gli abusi dell’estro si era svolta una tra quelle recondite fughe dai grandi impegni di lavoro in gabbia, supergiù in prigione, certo avvenute a molti sotto parecchi regimi. Il nostro Mario Soldati prese slancio quando la gabbia cominciò ad ondeggiare, - lo accrebbe dopo la Liberazione. Non innalzando come autore mura possenti: né in quegli anni né dopo. La sua forma espressiva più naturale restava il racconto, lungo o vicino alla novella: sul cosiddetto piano oggettivo (la vicenda che pare svolgersi da sé), o in modo apertamente mosso dallo scrittore e a volte quasi parlato, recitato, con un gusto scenico addirittura. Ma basterebbe La confessione per esempio, a indicare come un racconto-lungo di Soldati possa vivere egregiamente a un passo dal romanzo categorico per ogni pubblico e guarnigione. Poi, l’opera da lui sgorgata nella multiforme bibliografia degli ultimi decenni, è assai ricca in correnti e orizzonti che evocano una specie d’approdo necessario prima o poi al complicato impegno dei romanzieri specifici, per lungo e per largo.
Se, finora, non c’è stato in questo senso l’ormeggiarsi ma diciamo un bordeggiare anche a pelo della riva (valorosa prova ultima L’attore), lo si deve con evidenza a una piega del temperamento, niente affatto a doti ristrette. Anche nelle espressioni brevi o minime, d’altra parte, torna spesso un Soldati più forte che non vari autorevoli romanzieri del ’900 come interprete ampio, libero e narrativamente preciso del vissuto, del conosciuto, - sia da un giuoco affidato ai personaggi e agli eventi sia dalla traccia di ragioni spirituali immediatissime, di una sottile moralità.
Questa raccolta copiosa e versatile si rifà a una serie di narrazioni che l’autore mette in fila secondo le date, ma rovesciandone il corso: dall’ultima alla prima, via via, tenendosi a un periodo abbastanza limitato. Non amo quei risvolti o introduzioni ecc. da cui si getti addosso al lettore qualche sintesi opulenta del testo: meglio (credo) i semplici richiami preliminari. Comunque sia il discorso su racconto e romanzo mirava anche a proporre un sentimento particolare, verso le 55 novelle per l’inverno. Mi appaiono da leggere trovando e seguendo fili di continuità dall’una all’altra, continuità forse maggiori nella viva materia che nell’insieme dei prodotti artistici. Linguaggi tecniche risultati hanno qui degli aspetti largamente vari; ma da occasione a occasione, certi motivi pieni d’interesse esistenziale e d’acutezza realistica si corrispondono, quasi si aggregano, tendono come a un unico svolgimento. Così avveniva per quelle Storie di spettri riunite nel ’61, messe oggi a ragione nel libro nuovo. Da alcune come Il tappeto di felpa, Il tarocco n. 13 e La palla da tennis a un gruppo di racconti scritti dopo (L’ombrello azzurro e L’ulivo, Una regina, L’ubriacona ...), passa qualcosa che sta probabilmente al centro ideale del volume: un reciproco innesto tra senso del mistero e lucidità pungente-pietosa su irreparabili sorti umane, di cui si avverte la risonanza nella persona stessa del narratore affacciato da non molto tempo all’allontanarsi della giovinezza, al rapido sovrapporsi d’altre età.
Giansiro Ferrata

INDICE
9 Avvertenza
11 Le due Bigliardi
17 Uno spettacolo del Piccolo
27 I due chirurghi
43 Il tocco finale
59 Le lacrime di Babbo Natale
73 Il riccio
81 Due lettere
89 Il difetto
101 La seggiolina del Florian
113 Una donna comprensiva
123 Tubi
135 Il Natale di Iride
149 Gli stivaletti grigi e neri
159 Uomo in mare
169 Natale e Satana
187 Il monco
199 Chi ha lo yacht chi no
213 Gli occhiali del Presidente
221 In fondo a un portone milanese
231 L’avaro
241 L’ulivo
255 Lo schermitore
277 Il verme
289 Specchi e spettri
313 L’ombrello azzurro
329 L’imprudenza
357 L’ultimo torinese
379 Il tappeto di felpa
401 La palla da tennis
415 L’infortunio
427 Filippo
443 L’oro di Bella Bimba
465 L’ubriacona
481 La macchia nera
499 Una regina
515 Le trote
535 I passi sulla neve
547 Le prime quattro note della Sonata a Kreutzer
565 Il serpente
587 Il colpo gobbo
605 L’aggressione
625 Vecchie carte
647 Un paese in O
655 La verità
661 La borsa di coccodrillo
671 La fotografia
677 Ada e Resi
687 Un subalterno
695 L’albergo di Ghemme
703 La coroncina a cinque palle
713 San Mamete
719 Trattoria Ariosto
727 Capricci d’inverno
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2 euro con posta normale (più acquisti -> UNICA SPEDIZIONE FINO A 2KG)
5 euro con raccomandata (più acquisti -> UNICA SPEDIZIONE FINO A 2KG)
10 euro con corriere espresso (più acquisti -> UNICA SPEDIZIONE FINO A 3KG)
12 euro con corriere espresso (più acquisti -> UNICA SPEDIZIONE FINO A 5KG)
15 euro con corriere espresso (più acquisti -> UNICA SPEDIZIONE FINO A 10KG)

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Io consiglio la spedizione per raccomandata perchè tracciabile.
Per la spedizione normale non ne garantisco l’arrivo.
Se l’acquirente la vuole comunque scegliere lo fa a suo rischio, non mi carico di nessuna responsabilità.

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A spedizione effettuata informero’ il compratore, tramite email, dell’avvenuto invio.

Per evitare polemiche, perdite di tempo e qualsiasi reclamo: i costi di spedizione includono oltre il piego di libri anche il costo della busta imbottita, un adeguato imballo e il tempo perso alla posta.
Alle ulteriori richieste di sconti e spiegazioni non rispondo poichè penso di essere stato ben chiaro.

Non effettuo scambi o permute quindi evitate di chiedere non avrete risposta!

Non accetto pagamenti con ricariche telefoniche, inutile chiedere.

Non si accettano reclami a posteriori.

Non spedisco meno di 5 euro di libri, quindi cercate di condensare le richieste ed evitate di contattarmi per un libro sotto questa cifra !

Invio foto ulteriori dei libri a mia discrezione, solo in casi straordinari e se ho tempo, non e’ la regola, inoltre a chi mi chiede foto interne di ogni libro a cui fa richiesta neanche rispondo !

Trascorsi quattro giorni lavorativi dalla richiesta di contatto senza nessuna risposta inserirò un Feedback negativo per trattativa abbandonata e segnalerò il comportamento scorretto!

Attenzione visti i ripetuti casi di richiesta di dati sensibili senza nessuna intenzione di acquisto non avvierò nessuna trattativa se non fornirete il vostro numero di cellulare !!!

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HO RICEVUTO DIVERSE RICHIESTE PER SPEDIZIONI CON PIEGO DI LIBRI PER L’ESTERO, RIPETO CHE QUESTO TIPO DI SPEDIZIONE E’ VALIDO SOLO PER L’ITALIA, PER EVENTUALI SPEDIZIONI ESTERE FORNIRO’ UNA QUOTAZIONE IN BASE A PESO E DIMENSIONI AL PREZZO STABILITO DA POSTE ITALIANE O DAI VARI CORRIERI INTERNAZIONALI.

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Piego di libri ordinario 2-5 Kg: € 5,00
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Piego di libri raccomandato 2-5 Kg: € 8,00
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D.LGS 205/2006 - D.LGS 21/2014
Aggiornato al 13 giugno 2014

Articolo 3
Definizioni

1. Ai fini del presente codice ove non diversamente previsto, si intende per :
a) consumatore o utente: la persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta ;
...
c) professionista: la persona fisica o giuridica che agisce nell'esercizio della propria attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale, ovvero un suo intermediario;

Articolo 63
Passaggio del rischio
1. Nei contratti che pongono a carico del professionista l’obbligo di provvedere alla spedizione dei beni il rischio della perdita o del danneggiamento dei beni, per causa non imputabile al venditore, si trasferisce al consumatore soltanto nel momento in cui quest’ultimo, o un terzo da lui designato e diverso dal vettore, entra materialmente in possesso dei beni.
2. Tuttavia, il rischio si trasferisce al consumatore gia’ nel momento della consegna del bene al vettore qualora quest’ultimo sia stato scelto dal consumatore e tale scelta non sia stata proposta dal professionista, fatti salvi i diritti del consumatore nei confronti del vettore.

gazzettaufficiale.it
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