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Limes n. 4/2002: L’ARABIA AMERICANA. Perché Bush vuole eliminare Saddam - Non solo Petrolio - La Russia sotto attacco
 


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Limes n. 4/2002: L’ARABIA AMERICANA. Perché Bush vuole eliminare Saddam - Non solo Petrolio - La Russia sotto attacco

€ 2,30

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Limes n. 4/2002: L’ARABIA AMERICANA. Perché Bush vuole eliminare Saddam - Non solo Petrolio - La Russia sotto attacco
 

Autore: Adolfo Urso, Mauro De Bonis, Carlo Jean, Massimo Franco, Umberto De Giovannangeli, Alberto Melloni, Antonio Pennacchi e altri
Editore: Gruppo Editoriale L’Espresso
Anno:2002
ISBN: 9788883710506
Collana: Limes - Rivista italiana di Geopolitica
Condizioni: BUONE CONDIZIONI
Categoria: RIVISTE, POLITICA, STORIA CONTEMPORANEA
ID titolo:71579728

"Limes n. 4/2002: L’ARABIA AMERICANA. Perché Bush vuole eliminare Saddam - Non solo Petrolio - La Russia sotto attacco" è in vendita da domenica 2 febbraio 2020 alle 20:59 in provincia di Ferrara

Note su "Limes n. 4/2002: L’ARABIA AMERICANA. Perché Bush vuole eliminare Saddam - Non solo Petrolio - La Russia sotto attacco":
288 pagine in-8° - 4 tavv. a colori f.t. - Carta geografica ripiegata in allegato
Brossura con copertina illustrata plastificata
Sgualciture ai margini della copertina e delle prime e ultime pagine. Per il resto, volume integro in ottime condizioni: pagine prive di scritte, sottolineature o annotazioni.

Articoli:

Liquidato Saddam, i palestinesi accetteranno la pace di Barak
Conversazione con Eli CARMON, ricercatore del Centro di alti studi strategici di Herzliya

C’è spazio per noi
Conversazione con Adolfo URSO, viceministro delle Attività produttive. Quali sono gli orientamenti del suo ministero nella prospettiva del dopo-Saddam?
a cura di Mauro De Bonis

Editoriale: L’impero che non c’è

IL QUARTO MARE
L’America non vuole eliminare Saddam e ridisegnare il Medio Oriente per il petrolio, ma con il petrolio. L’obiettivo è l’indipendenza energetica. Il braccio di ferro con i sauditi, la ricerca di un’intesa con i russi e la partita energetica in Asia centrale.
di Margherita Paolini

UN PIANO AMERICANO PER IL DOPO-SADDAM
È interesse degli Stati Uniti evitare la frammentazione dell’Iraq. La prospettiva migliore è una federazione basata su un governo centrale debole e tre macroregioni autonome per i curdi, i sunniti e gli sciiti, ciascuna dotata di una quota delle entrate petrolifere.
di James A. PHILLIPS e John C. Hulsman

NON SBAGLIARE GUERRA PER NON SBAGLIARE PACE
Se davvero gli americani attaccheranno l’Iraq, non potranno permettersi di sbagliare nulla. I condizionamenti geopolitici sono talmente forti da rischiare di produrre un disastro. Le scuole di pensiero che si fronteggiano a Washington.
di Carlo Jean

LA BATTAGLIA PER BAGHDAD
In caso di guerra in Iraq, sarà decisivo il fattore tempo. Gli americani dovranno fare presto, anche per non trovarsi contro l’opinione pubblica internazionale. Le possibili linee di attacco e le eventuali contromosse del dittatore iracheno.
di Carlo Bellinzona

IL SOGNO HASHEMITA
Nel difficile tentativo di garantire stabilità all’Iraq dopo Saddam, alcuni americani (e inglesi) pensano di riportare sul trono di Baghdad un membro della casa reale che oggi regge la Giordania. Una mossa esplicitamente antisaudita.
di Giovanni CASTELLANI PASTORIS

RIFONDIAMO LA NATO PER DEMOCRATIZZARE IL MEDIO ORIENTE
Sull’attacco a Saddam Europa e America appaiono divise. Un grande compito comune le attende: dopo l’Iraq, bisogna sciogliere insieme i nodi mediorientali, per garantire alla regione democrazia e pace. Un parallelo con la guerra fredda.
di Ronald D. ASMUS e Kenneth M. POLLACK

ATLANTE STORICO MEDIORIENTALE
di Alfonso Desiderio

L’ARABIA SAUDITA NEL MIRINO A STELLE E STRISCE
Fra Washington e Riyad i rapporti non sono mai stati così freddi. All’origine di tutto, la presenza dei soldati americani sul sacro suolo islamico. Dopo l’eventuale vittoria contro Saddam, i militari Usa se ne andranno dalla penisola arabica?
di Josh POLLACK

I CROCIATI DELL’APOCALISSE: TEOPOLITICA DEI FONDAMENTALISTI EVANGELICI AMERICANI
Negli Stati Uniti è sempre influente – anche alla Casa Bianca – una visione geopolitica legata all’estremismo religioso dei gruppi evangelical che predicano l’imminente fine del mondo. L’identificazione con Israele. Le mappe dell’Apocalisse.
di Paolo Naso

LA GALASSIA PACIFISTA NELL’AMERICA PATRIOTTICA
Poco pubblicizzata dai media, esiste tuttavia negli Stati Uniti una variegata opposizione alla guerra. Dai guru della sinistra all’ultradestra di Buchanan, dagli islamici ai cristiani, ragioni e forme di una protesta minoritaria.
di Luigi CHIARELLO

LA GOCCIA DI MERCURIO: PERCHÈ L’INTELLIGENCE NON ANNIENTA AL-QĀ‘IDA
L’organizzazione terroristica di Osama bin Laden si sta rivelando troppo articolata e flessibile per essere rapidamente distrutta. I fallimenti dei servizi segreti occidentali nascono dai loro limiti culturali. La battaglia fra gli uomini di Bush.
di Massimo FRANCO

ISRAELE È CON GLI USA PER ROVESCIARE I DITTATORI MEDIORIENTALI
Contro Saddam, oltre Saddam. Lo Stato ebraico vede nella guerra americana contro l’Iraq l’occasione per riscrivere a proprio favore l’equazione di potenza regionale. E qualcuno spera di rioccupare i Territori svuotandoli dei palestinesi.
di Umberto DE GIOVANNANGELI

IL MURO ISRAELIANO: DIFESA O ANNESSIONE?
La costruzione della linea fortificata di separazione fra lo Stato ebraico e la Cisgiordania potrebbe prefigurare, insieme alla zona cuscinetto lungo il Giordano, la fine dell’ipotesi dei due Stati. Sharon annetterebbe così di fatto buona parte dei Territori.
di Elena DUSI

NEL KURDISTAN IRACHENO, IN ATTESA DELLA RIVINCITA
I curdi iracheni sono decisi a usare la guerra americana per affermare la loro autonomia, ma temono di essere strumentalizzati da Bush. Le profonde divisioni interne, la frammentazione tribale e gli interessi dei vari leader.
di Lino BORDIN

LA VOLPE DI DAMASCO BATTE MOLTI SENTIERI
Dietro la retorica antiamericana, il regime siriano si barcamena fra la necessità di attrarre investimenti occidentali e il timore che l’Iraq del dopo-Saddam possa minacciarne la sicurezza. La carta curda e quella di Hizbullah.
di Fu’ad HAKIM

ALLA FINE LA TURCHIA CI GUADAGNA
Per Ankara la guerra irachena sarà un’occasione per rafforzarsi negli equilibri regionali. Ma i rischi sono seri, e riguardano sia la sicurezza che l’economia. La questione curda e la protezione dei turcomanni in Iraq.
di Erhan YARAR

TEHERAN DÀ LUCE VERDE A WASHINGTON
I leader iraniani, tuttora divisi sulla guerra al terrorismo e impegnati in un’interminabile lotta di potere, accentuano i toni anti-Saddam e lanciano segnali di non ostilità al rovesciamento violento del regime di Baghdad. I termini del dibattito interno.
di Bijan Zarmandili

SOGNANDO IL CALIFFATO SUI MONTI DEL CAUCASO
La Cecenia e il Caucaso settentrionale sono considerati dai secessionisti aderenti all’islam radicale come perno di un progetto di riunificazione del mondo musulmano. Le connessioni con il Medio Oriente e con i terroristi pakistani e afghani.
di Viatcheslav AVIOUTSKII

ISRAELE, INDIA E TURCHIA: UNA TRIPLICE INTESA EURASIATICA?
L’11 settembre ha avvicinato le percezioni di israeliani, indiani e turchi in tema di sicurezza. La necessità di contare sull’aiuto americano contro i propri vicini favorisce scambi di informazioni e progetti militari comuni.
di Olga MATTERA

IL PATTO CON GLI USA NON CONVINCE TROPPO I RUSSI
Putin vuole scambiare l’assenso all’attacco americano a Saddam con il pagamento dei vecchi debiti iracheni all’Urss e con alcune garanzie in tema di petrolio. Ma se il prezzo del greggio calasse troppo Mosca sarebbe in difficoltà.
di Dmitrij SABOV

I NOSTRI INTERESSI NELL’IRAQ «LIBERATO»
Prima della guerra del Golfo, l’Italia era il quarto partner commerciale dell’Iraq. Al di là del petrolio, per il quale l’Agip è da tempo al lavoro, buone prospettive potrebbero aprirsi nei settori meccanico, agroalimentare, chimico.
di Mauro De Bonis

IL «NO» ALLA CROCIATA
La parabola di Giovanni Paolo II e del cattolicesimo nelle crisi dell’Iraq (1991-2002). Origini, contraddizioni e sfumature dell’opposizione della Santa Sede alle campagne militari contro Saddam.
di Alberto MELLONI

IL DISTRETTO COME STRUMENTO GEOPOLITICO
Un tempo esclusivamente oggetto di analisi delle scienze sociali, dell’economia industriale e della geografia economica, il distretto industriale è oggi uno strumento geopolitico di sviluppo e d’intervento pubblico sul territorio.
di Sergio ZUCCHETTI

LA PLASTIC VALLEY ITALIANA
A quasi un secolo dall’avvio dell’industria della plastica, i prodotti italiani non riescono più a reggere la concorrenza con i tedeschi, nemmeno da un punto di vista meramente qualitativo. Il sostegno del governo si rivela davvero cruciale.
di Renzo MARCHELLI e Benedetta RIZZO

IL PAESE DELLE MILLE FRONTIERE
Se un distretto esiste è perché interagisce con il suo territorio. In Italia si tende a dimenticarlo. Diversi attori intervengono con politiche che non si accordano. E che mettono i distretti in pericolo di vita.
di Giuseppe BETTONI

PROLEGOMENI A UNA GEOPOLITICA DEI MONDIALI
Le tristi vicende del mondiale nippo-coreano vanno interpretate nel contesto della storia del governo internazionale del calcio. Il «terzomondismo» di Havelange. L’Italia dopo Franchi: verso lo zero assoluto.
di Giovanni Armillotta

CHE CI FACCIAMO A MALTA?
Da circa trent’anni, cinquanta ufficiali e sottufficiali italiani si avvicendano nell’isola per «assistere» 1.700 soldati maltesi. Un aiuto militare cui vanno aggiunti i cospicui aiuti economici, offerti oggi senza una ragione. Per quanto ancora?
di Italo MALTESE

Fascio e martello. Il fascismo come dittatura del proletariato – 2
Viaggio per le città del Duce – 15
di Antonio Pennacchi

 

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RIVISTE, POLITICA, STORIA CONTEMPORANEA. 288 pagine in-8° - 4 tavv. a colori f.t. - Carta geografica ripiegata in allegato
Brossura con copertina illustrata plastificata
Sgualciture ai margini della copertina e delle prime e ultime pagine. Per il resto, volume integro in ottime condizioni: pagine prive di scritte, sottolineature o annotazioni.

Articoli:

Liquidato Saddam, i palestinesi accetteranno la pace di Barak
Conversazione con Eli CARMON, ricercatore del Centro di alti studi strategici di Herzliya

C’è spazio per noi
Conversazione con Adolfo URSO, viceministro delle Attività produttive. Quali sono gli orientamenti del suo ministero nella prospettiva del dopo-Saddam?
a cura di Mauro De Bonis

Editoriale: L’impero che non c’è

IL QUARTO MARE
L’America non vuole eliminare Saddam e ridisegnare il Medio Oriente per il petrolio, ma con il petrolio. L’obiettivo è l’indipendenza energetica. Il braccio di ferro con i sauditi, la ricerca di un’intesa con i russi e la partita energetica in Asia centrale.
di Margherita Paolini

UN PIANO AMERICANO PER IL DOPO-SADDAM
È interesse degli Stati Uniti evitare la frammentazione dell’Iraq. La prospettiva migliore è una federazione basata su un governo centrale debole e tre macroregioni autonome per i curdi, i sunniti e gli sciiti, ciascuna dotata di una quota delle entrate petrolifere.
di James A. PHILLIPS e John C. Hulsman

NON SBAGLIARE GUERRA PER NON SBAGLIARE PACE
Se davvero gli americani attaccheranno l’Iraq, non potranno permettersi di sbagliare nulla. I condizionamenti geopolitici sono talmente forti da rischiare di produrre un disastro. Le scuole di pensiero che si fronteggiano a Washington.
di Carlo Jean

LA BATTAGLIA PER BAGHDAD
In caso di guerra in Iraq, sarà decisivo il fattore tempo. Gli americani dovranno fare presto, anche per non trovarsi contro l’opinione pubblica internazionale. Le possibili linee di attacco e le eventuali contromosse del dittatore iracheno.
di Carlo Bellinzona

IL SOGNO HASHEMITA
Nel difficile tentativo di garantire stabilità all’Iraq dopo Saddam, alcuni americani (e inglesi) pensano di riportare sul trono di Baghdad un membro della casa reale che oggi regge la Giordania. Una mossa esplicitamente antisaudita.
di Giovanni CASTELLANI PASTORIS

RIFONDIAMO LA NATO PER DEMOCRATIZZARE IL MEDIO ORIENTE
Sull’attacco a Saddam Europa e America appaiono divise. Un grande compito comune le attende: dopo l’Iraq, bisogna sciogliere insieme i nodi mediorientali, per garantire alla regione democrazia e pace. Un parallelo con la guerra fredda.
di Ronald D. ASMUS e Kenneth M. POLLACK

ATLANTE STORICO MEDIORIENTALE
di Alfonso Desiderio

L’ARABIA SAUDITA NEL MIRINO A STELLE E STRISCE
Fra Washington e Riyad i rapporti non sono mai stati così freddi. All’origine di tutto, la presenza dei soldati americani sul sacro suolo islamico. Dopo l’eventuale vittoria contro Saddam, i militari Usa se ne andranno dalla penisola arabica?
di Josh POLLACK

I CROCIATI DELL’APOCALISSE: TEOPOLITICA DEI FONDAMENTALISTI EVANGELICI AMERICANI
Negli Stati Uniti è sempre influente – anche alla Casa Bianca – una visione geopolitica legata all’estremismo religioso dei gruppi evangelical che predicano l’imminente fine del mondo. L’identificazione con Israele. Le mappe dell’Apocalisse.
di Paolo Naso

LA GALASSIA PACIFISTA NELL’AMERICA PATRIOTTICA
Poco pubblicizzata dai media, esiste tuttavia negli Stati Uniti una variegata opposizione alla guerra. Dai guru della sinistra all’ultradestra di Buchanan, dagli islamici ai cristiani, ragioni e forme di una protesta minoritaria.
di Luigi CHIARELLO

LA GOCCIA DI MERCURIO: PERCHÈ L’INTELLIGENCE NON ANNIENTA AL-QĀ‘IDA
L’organizzazione terroristica di Osama bin Laden si sta rivelando troppo articolata e flessibile per essere rapidamente distrutta. I fallimenti dei servizi segreti occidentali nascono dai loro limiti culturali. La battaglia fra gli uomini di Bush.
di Massimo FRANCO

ISRAELE È CON GLI USA PER ROVESCIARE I DITTATORI MEDIORIENTALI
Contro Saddam, oltre Saddam. Lo Stato ebraico vede nella guerra americana contro l’Iraq l’occasione per riscrivere a proprio favore l’equazione di potenza regionale. E qualcuno spera di rioccupare i Territori svuotandoli dei palestinesi.
di Umberto DE GIOVANNANGELI

IL MURO ISRAELIANO: DIFESA O ANNESSIONE?
La costruzione della linea fortificata di separazione fra lo Stato ebraico e la Cisgiordania potrebbe prefigurare, insieme alla zona cuscinetto lungo il Giordano, la fine dell’ipotesi dei due Stati. Sharon annetterebbe così di fatto buona parte dei Territori.
di Elena DUSI

NEL KURDISTAN IRACHENO, IN ATTESA DELLA RIVINCITA
I curdi iracheni sono decisi a usare la guerra americana per affermare la loro autonomia, ma temono di essere strumentalizzati da Bush. Le profonde divisioni interne, la frammentazione tribale e gli interessi dei vari leader.
di Lino BORDIN

LA VOLPE DI DAMASCO BATTE MOLTI SENTIERI
Dietro la retorica antiamericana, il regime siriano si barcamena fra la necessità di attrarre investimenti occidentali e il timore che l’Iraq del dopo-Saddam possa minacciarne la sicurezza. La carta curda e quella di Hizbullah.
di Fu’ad HAKIM

ALLA FINE LA TURCHIA CI GUADAGNA
Per Ankara la guerra irachena sarà un’occasione per rafforzarsi negli equilibri regionali. Ma i rischi sono seri, e riguardano sia la sicurezza che l’economia. La questione curda e la protezione dei turcomanni in Iraq.
di Erhan YARAR

TEHERAN DÀ LUCE VERDE A WASHINGTON
I leader iraniani, tuttora divisi sulla guerra al terrorismo e impegnati in un’interminabile lotta di potere, accentuano i toni anti-Saddam e lanciano segnali di non ostilità al rovesciamento violento del regime di Baghdad. I termini del dibattito interno.
di Bijan Zarmandili

SOGNANDO IL CALIFFATO SUI MONTI DEL CAUCASO
La Cecenia e il Caucaso settentrionale sono considerati dai secessionisti aderenti all’islam radicale come perno di un progetto di riunificazione del mondo musulmano. Le connessioni con il Medio Oriente e con i terroristi pakistani e afghani.
di Viatcheslav AVIOUTSKII

ISRAELE, INDIA E TURCHIA: UNA TRIPLICE INTESA EURASIATICA?
L’11 settembre ha avvicinato le percezioni di israeliani, indiani e turchi in tema di sicurezza. La necessità di contare sull’aiuto americano contro i propri vicini favorisce scambi di informazioni e progetti militari comuni.
di Olga MATTERA

IL PATTO CON GLI USA NON CONVINCE TROPPO I RUSSI
Putin vuole scambiare l’assenso all’attacco americano a Saddam con il pagamento dei vecchi debiti iracheni all’Urss e con alcune garanzie in tema di petrolio. Ma se il prezzo del greggio calasse troppo Mosca sarebbe in difficoltà.
di Dmitrij SABOV

I NOSTRI INTERESSI NELL’IRAQ «LIBERATO»
Prima della guerra del Golfo, l’Italia era il quarto partner commerciale dell’Iraq. Al di là del petrolio, per il quale l’Agip è da tempo al lavoro, buone prospettive potrebbero aprirsi nei settori meccanico, agroalimentare, chimico.
di Mauro De Bonis

IL «NO» ALLA CROCIATA
La parabola di Giovanni Paolo II e del cattolicesimo nelle crisi dell’Iraq (1991-2002). Origini, contraddizioni e sfumature dell’opposizione della Santa Sede alle campagne militari contro Saddam.
di Alberto MELLONI

IL DISTRETTO COME STRUMENTO GEOPOLITICO
Un tempo esclusivamente oggetto di analisi delle scienze sociali, dell’economia industriale e della geografia economica, il distretto industriale è oggi uno strumento geopolitico di sviluppo e d’intervento pubblico sul territorio.
di Sergio ZUCCHETTI

LA PLASTIC VALLEY ITALIANA
A quasi un secolo dall’avvio dell’industria della plastica, i prodotti italiani non riescono più a reggere la concorrenza con i tedeschi, nemmeno da un punto di vista meramente qualitativo. Il sostegno del governo si rivela davvero cruciale.
di Renzo MARCHELLI e Benedetta RIZZO

IL PAESE DELLE MILLE FRONTIERE
Se un distretto esiste è perché interagisce con il suo territorio. In Italia si tende a dimenticarlo. Diversi attori intervengono con politiche che non si accordano. E che mettono i distretti in pericolo di vita.
di Giuseppe BETTONI

PROLEGOMENI A UNA GEOPOLITICA DEI MONDIALI
Le tristi vicende del mondiale nippo-coreano vanno interpretate nel contesto della storia del governo internazionale del calcio. Il «terzomondismo» di Havelange. L’Italia dopo Franchi: verso lo zero assoluto.
di Giovanni Armillotta

CHE CI FACCIAMO A MALTA?
Da circa trent’anni, cinquanta ufficiali e sottufficiali italiani si avvicendano nell’isola per «assistere» 1.700 soldati maltesi. Un aiuto militare cui vanno aggiunti i cospicui aiuti economici, offerti oggi senza una ragione. Per quanto ancora?
di Italo MALTESE

Fascio e martello. Il fascismo come dittatura del proletariato – 2
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D.LGS 205/2006 - D.LGS 21/2014
Aggiornato al 13 giugno 2014

Articolo 3
Definizioni

1. Ai fini del presente codice ove non diversamente previsto, si intende per :
a) consumatore o utente: la persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta ;
...
c) professionista: la persona fisica o giuridica che agisce nell'esercizio della propria attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale, ovvero un suo intermediario;

Articolo 63
Passaggio del rischio
1. Nei contratti che pongono a carico del professionista l’obbligo di provvedere alla spedizione dei beni il rischio della perdita o del danneggiamento dei beni, per causa non imputabile al venditore, si trasferisce al consumatore soltanto nel momento in cui quest’ultimo, o un terzo da lui designato e diverso dal vettore, entra materialmente in possesso dei beni.
2. Tuttavia, il rischio si trasferisce al consumatore gia’ nel momento della consegna del bene al vettore qualora quest’ultimo sia stato scelto dal consumatore e tale scelta non sia stata proposta dal professionista, fatti salvi i diritti del consumatore nei confronti del vettore.

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