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Limes n. 6/2003: IL NOSTRO ORIENTE. I Balcani alle porte. Europa baltica e Italia adriatica. Osama e i suoi fratelli - [NUOVO]
 

€ 3,60

Limes n. 6/2003: IL NOSTRO ORIENTE. I Balcani alle porte. Europa baltica e Italia adriatica. Osama e i suoi fratelli - [NUOVO]

€ 3,60

 

Limes n. 6/2003: IL NOSTRO ORIENTE. I Balcani alle porte. Europa baltica e Italia adriatica. Osama e i suoi fratelli - [NUOVO]
 

Autore: Fabio Mini, Gianni De Michelis, Fabrizio Barca, Antonio Pennacchi e altri
Editore: Gruppo Editoriale L’Espresso
Anno:2003
Collana: Limes - Rivista italiana di Geopolitica
Condizioni: NUOVO
Categoria: RIVISTE, POLITICA, STORIA CONTEMPORANEA
ID titolo:71452353

"Limes n. 6/2003: IL NOSTRO ORIENTE. I Balcani alle porte. Europa baltica e Italia adriatica. Osama e i suoi fratelli - [NUOVO]" è in vendita da lunedì 27 gennaio 2020 alle 02:10 in provincia di Ferrara

Note su "Limes n. 6/2003: IL NOSTRO ORIENTE. I Balcani alle porte. Europa baltica e Italia adriatica. Osama e i suoi fratelli - [NUOVO]":
304 pagine in-8° - 8 tavole a colori f.t. - Carta geografica ripiegata in allegato
Brossura con copertina illustrata

Articoli:

Editoriale: Ex oriente nox?

FUGA DAI BALCANI
A oltre un decennio dallo scoppio delle guerre di successione jugoslava, la stabilità è ancora a rischio nell’intera area balcanica. La deriva verso gli Stati mafia. La voglia di America e l’America che non vuole. La chiave è regionalizzare la sicurezza.
di Fabio Mini

EST! EST! EST! GLI INTERESSI NAZIONALI NELLA NUOVA EUROPA
L’obiettivo strategico del nostro paese è di riequilibrare la spinta verso l’«Europa baltica» integrando tutti i Balcani nell’Ue. Le direttrici infrastrutturali più importanti per noi: la Jadranska Magistrala e il corridoio Bar-Belgrado.
di Gianni DE MICHELIS

SE L’ITALIA NON PENSA LA FRONTIERA
Priva di strategia, Roma passa alle Regioni la responsabilità di costruire una geopolitica di vicinato con i Balcani adriatici. Ma senza una concertazione nazionale e una forte lobby a Bruxelles il nostro approccio sarà sterile.
di ADRIATICUS

LE VIE DELLA DROGA NON SONO INFINITE
La rotta balcanica è tornata importante per il trasporto della droga dall’Asia centrale verso l’Europa. I percorsi principali e le varianti. Il pivot di Kapitan Andreevo. L’intreccio con il terrorismo. Intanto, in Afghanistan la produzione di oppio cresce.
di Antonella DELEDDA e Paolo Sartori

DA BRUXELLES A BISANZIO
Le conseguenze prevedibili dell’allargamento dell’Unione Europea in campo economico, sociale e geopolitico. La questione dei flussi migratori. Il pericolo sta soprattutto nei dislivelli istituzionali e nella mentalità delle burocrazie attuali ed entranti.
di Luciano MONTI

UNA POLITICA ECONOMICA PER L’EUROPA: L’ITALIA CI PROVA
Prendiamo sul serio la politica di coesione comunitaria, dotata di 30 miliardi di euro all’anno, e facciamone un pilastro del federalismo europeo. L’occasione del 2007. Gli obiettivi dell’Italia e le opzioni dei nostri partner.
di Fabrizio BARCA

L’EST SECONDO IL NORD-EST
I paesi dell’Europa centrale ed orientale sono sempre più determinanti per le nostre industrie del Triveneto, soprattutto come mercato di approvvigionamento. Il caso speciale della Romania. L’importanza della prossimità geografica.
di Fabio TURATO

NAUFRAGA A TRIESTE IL SOGNO DEL BARICENTRO
Il tentativo di trasformare lo scalo triestino in un perno del sistema centro-europeo sembra tramontato. L’incapacità di capire gli interessi conflittuali in gioco, a cominciare da quelli sloveni. La geopolitica di Illy e l’ipotesi dell’Euroregione.
di Antonio SEMA

L’ISTRIA DIVISA FRA EUROPA E BALCANI
L’integrazione della Slovenia nell’Unione Europea esalta gli effetti della spartizione dell’Istria lungo la frontiera del fiume Dragogna. Le origini del confine sloveno-croato e il suo senso attuale. I rischi per la comunità italiana.
di Pierluigi SABATTI

LA CROAZIA BALCANIZZA L’ADRIATICO
La decisione del parlamento di Zagabria di creare una Zona di protezione ittica e ambientale moltiplica la sua area di sovranità adriatica, minacciando gli interessi di Slovenia e Italia. La debolezza dell’Europa e la necessità di un regionalismo adriatico.
di Paolo QUERCIA e Federico EICHBERG

ZAGABRIA E LUBIANA: DUELLO SULL’ADRIATICO
LA QUERELLE SULLE FRONTIERE marittime vista da due opposti punti di osservazione. La protezione della pesca e dell’ambiente è parte di un gioco molto più grande.
di Bruno LOPANDIC e Bojko BUCAR

Le ragioni della Slovenia
di Bojko BUCAR

UNA REGIONE PER GLI ITALIANI DI SLOVENIA
I Comuni di Capodistria, Isola e Pirano potrebbero formare una Regione a statuto speciale, allo scopo di tutelare e valorizzare il ruolo della componente italiana nel territorio costiero. A che serve la riforma regionalista slovena.
di Roberto BATTELLI

CORRIDOIO ADRIATICO, PUNTO E A CAPO!
La tribolata vicenda del collegamento adriatico-ionico, destinato a creare uno spazio integrato alla nostra frontiera orientale. Ma finora non sono stati trovati i necessari appoggi in sede europea. Il ruolo fondamentale delle nostre Regioni adriatiche.
di Paolo PASQUINI

I NOSTRI PONTI SULL’ADRIATICO
Il caso del Corridoio adriatico e quello del Sistema idroviario padano-veneto confermano l’incapacità italiana di fare sistema per contare nella progettazione infrastrutturale comunitaria. La mancata cooperazione con la Grecia.
di Gilberto ZINZANI

A LIONE SI DORME, A LUBIANA SI CORRE
Il Corridoio V conferma la centralità strategica del polo adriatico settentrionale, con le sue tre diramazioni in Slovenia, Croazia e Bosnia. E con un’aggiunta. La rete infrastrutturale come garanzia della futura integrazione dei Balcani occidentali nell’Ue.
di Enrico MARTIAL

I CROATI ERZEGOVESI SOGNANO UN LORO STATO
Dalle guerre di successione postjugoslava a oggi, ruolo e progetti della comunità croata in Bosnia-Erzegovina. Resta viva l’idea di animare un «fronte croato» che difenda l’interesse nazionale, al di là dei confini statali. La questione delle Forze armate bosniache.
di Emilio COCCO e Ana PETEK

GLI ULTIMI CIMBRI
L’isola linguistica di Luserna è il cuore di una piccola popolazione, i cosiddetti cimbri (Zimbarn). Costoro discenderebbero dai boscaioli germanici che nel medioevo scesero verso le nostre regioni settentrionali. Un caso di tutela di un antico patrimonio culturale.
di Alberto CASTALDINI

VARIANTE DI VALICO: SUPERFLUA O INUTILE?
La duplicazione dell’A1 nel tratto Bologna-Firenze è assai discutibile. Due le alternative: la direttrice tirrenica da Parma per Roma e Napoli, con un raccordo Mantova-Parma, e la direttrice tiberina Ravenna-Orte, con un raccordo Ferrara-Ravenna.
di Gabriele Ciampi

L’IMPOSSIBILITÀ DI ESSERE MACEDONIA
Il più informe fra i gadget geopolitici prodotti dalla morte della Jugoslavia stenta a sopravvivere. Alcuni slavi macedoni preferiscono optare per il passaporto bulgaro. La conflittualità latente con la minoranza albanese è sempre sul punto di esplodere.
di Francesco STRAZZARI

LA BOSNIA RESTA UN SERBATOIO DI TERRORISTI
Negli anni di guerra gli americani favorirono l’ingresso in Bosnia di circa 11 mila mujaheddin, bin Laden incluso, per combattere i croati prima e i serbi poi. Ne è nata una «dorsale verde» basata sui traffici e sul proselitismo islamista. Come bonificare questo buco nero.
di Laura IUCCI

TIRANA, USA
A suo modo, l’Albania sta imboccando la via della modernizzazione. Il denaro circola veloce, non sempre per scambi legali. L’effetto stabilizzante dell’emigrazione. Gli schipetari guardano agli Stati Uniti come al loro faro geopolitico.
di Roberto MOROZZO DELLA ROCCA

LA SERBIA IN BILICO
A Belgrado è in corso una partita decisiva, nel mezzo di una grave crisi politica ed economica. La posta in gioco è la stabilizzazione del paese e la sua integrazione euroatlantica, oppure il ritorno al potere delle forze del passato. Il nuovo rapporto con gli Usa.
di Luka ZANONI

SERBO, CROATO O SERBO-CROATO? L’USO GEOPOLITICO DELLA LINGUA
Per rafforzare la loro identità, i croati insistono nel promuovere una lingua nazionale sempre più distinta dal serbo-croato incentivato dagli jugoslavisti. Ma serbi e croati continuano a capirsi perfettamente nella «loro lingua».
di Luka BOGDANIC

Perché il Montenegro sarà indipendente
Conversazione con Milo DJUKANOVIČ, primo ministro del Montenegro.
a cura di Regina DE DOMINICIS

IN MORTE DELLA JUGOSLAVIA (PROMEMORIA SCRITTO AL TEMPO DI SOLANIA)
I tre esperimenti di federazione degli Stati del Sud, dal 1918 ai nostri giorni. Le ragioni e le derive di un progetto geopolitico molto ambizioso. Forse lo jugoslavismo era qualcosa di troppo grande per gli jugoslavi, che per questo l’hanno odiato.
di Miodrag LEKIČ

LE LEZIONI DI NĀṢIRIYYA
Quale senso ha la nostra missione in Iraq? Quali errori tecnici e politici abbiamo commesso? Quale può essere oggi il nostro rapporto con gli americani e con gli altri alleati impegnati nella guerra irachena? È il momento della verità.
di Jacopo TURRI

Guerra e petrolio
Tavola rotonda
Partecipano: Julian WEST, senior director di Cambridge Energy Research Associates e Massimo Nicolazzi

LA RUSSIA A RISCHIO OLIGARCHIA
Perché Putin ha stroncato la resistibile ascesa di Mikhail Khodorkovskij, oligarca del petrolio con evidenti ambizioni politiche. La parabola della Yukos e i suoi rapporti con gli americani. Le reazioni di Washington.
di Giuseppe SACCO

PASHTUNISTAN, LO STATO OMBRA
A cavallo del confine afghano-pachistano sta informalmente prendendo corpo un sogno coltivato da mezzo secolo: il paese dei pashtun. Un altro colpo alla stabilizzazione dell’Afghanistan, mentre gli americani trattano con i taliban «moderati».
di Valerio PELLIZZARI

Le scale di Mazzoni, il futurismo e la cavallopittura
Viaggio per le città del Duce – 21
di Antonio Pennacchi

 

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RIVISTE, POLITICA, STORIA CONTEMPORANEA. 304 pagine in-8° - 8 tavole a colori f.t. - Carta geografica ripiegata in allegato
Brossura con copertina illustrata

Articoli:

Editoriale: Ex oriente nox?

FUGA DAI BALCANI
A oltre un decennio dallo scoppio delle guerre di successione jugoslava, la stabilità è ancora a rischio nell’intera area balcanica. La deriva verso gli Stati mafia. La voglia di America e l’America che non vuole. La chiave è regionalizzare la sicurezza.
di Fabio Mini

EST! EST! EST! GLI INTERESSI NAZIONALI NELLA NUOVA EUROPA
L’obiettivo strategico del nostro paese è di riequilibrare la spinta verso l’«Europa baltica» integrando tutti i Balcani nell’Ue. Le direttrici infrastrutturali più importanti per noi: la Jadranska Magistrala e il corridoio Bar-Belgrado.
di Gianni DE MICHELIS

SE L’ITALIA NON PENSA LA FRONTIERA
Priva di strategia, Roma passa alle Regioni la responsabilità di costruire una geopolitica di vicinato con i Balcani adriatici. Ma senza una concertazione nazionale e una forte lobby a Bruxelles il nostro approccio sarà sterile.
di ADRIATICUS

LE VIE DELLA DROGA NON SONO INFINITE
La rotta balcanica è tornata importante per il trasporto della droga dall’Asia centrale verso l’Europa. I percorsi principali e le varianti. Il pivot di Kapitan Andreevo. L’intreccio con il terrorismo. Intanto, in Afghanistan la produzione di oppio cresce.
di Antonella DELEDDA e Paolo Sartori

DA BRUXELLES A BISANZIO
Le conseguenze prevedibili dell’allargamento dell’Unione Europea in campo economico, sociale e geopolitico. La questione dei flussi migratori. Il pericolo sta soprattutto nei dislivelli istituzionali e nella mentalità delle burocrazie attuali ed entranti.
di Luciano MONTI

UNA POLITICA ECONOMICA PER L’EUROPA: L’ITALIA CI PROVA
Prendiamo sul serio la politica di coesione comunitaria, dotata di 30 miliardi di euro all’anno, e facciamone un pilastro del federalismo europeo. L’occasione del 2007. Gli obiettivi dell’Italia e le opzioni dei nostri partner.
di Fabrizio BARCA

L’EST SECONDO IL NORD-EST
I paesi dell’Europa centrale ed orientale sono sempre più determinanti per le nostre industrie del Triveneto, soprattutto come mercato di approvvigionamento. Il caso speciale della Romania. L’importanza della prossimità geografica.
di Fabio TURATO

NAUFRAGA A TRIESTE IL SOGNO DEL BARICENTRO
Il tentativo di trasformare lo scalo triestino in un perno del sistema centro-europeo sembra tramontato. L’incapacità di capire gli interessi conflittuali in gioco, a cominciare da quelli sloveni. La geopolitica di Illy e l’ipotesi dell’Euroregione.
di Antonio SEMA

L’ISTRIA DIVISA FRA EUROPA E BALCANI
L’integrazione della Slovenia nell’Unione Europea esalta gli effetti della spartizione dell’Istria lungo la frontiera del fiume Dragogna. Le origini del confine sloveno-croato e il suo senso attuale. I rischi per la comunità italiana.
di Pierluigi SABATTI

LA CROAZIA BALCANIZZA L’ADRIATICO
La decisione del parlamento di Zagabria di creare una Zona di protezione ittica e ambientale moltiplica la sua area di sovranità adriatica, minacciando gli interessi di Slovenia e Italia. La debolezza dell’Europa e la necessità di un regionalismo adriatico.
di Paolo QUERCIA e Federico EICHBERG

ZAGABRIA E LUBIANA: DUELLO SULL’ADRIATICO
LA QUERELLE SULLE FRONTIERE marittime vista da due opposti punti di osservazione. La protezione della pesca e dell’ambiente è parte di un gioco molto più grande.
di Bruno LOPANDIC e Bojko BUCAR

Le ragioni della Slovenia
di Bojko BUCAR

UNA REGIONE PER GLI ITALIANI DI SLOVENIA
I Comuni di Capodistria, Isola e Pirano potrebbero formare una Regione a statuto speciale, allo scopo di tutelare e valorizzare il ruolo della componente italiana nel territorio costiero. A che serve la riforma regionalista slovena.
di Roberto BATTELLI

CORRIDOIO ADRIATICO, PUNTO E A CAPO!
La tribolata vicenda del collegamento adriatico-ionico, destinato a creare uno spazio integrato alla nostra frontiera orientale. Ma finora non sono stati trovati i necessari appoggi in sede europea. Il ruolo fondamentale delle nostre Regioni adriatiche.
di Paolo PASQUINI

I NOSTRI PONTI SULL’ADRIATICO
Il caso del Corridoio adriatico e quello del Sistema idroviario padano-veneto confermano l’incapacità italiana di fare sistema per contare nella progettazione infrastrutturale comunitaria. La mancata cooperazione con la Grecia.
di Gilberto ZINZANI

A LIONE SI DORME, A LUBIANA SI CORRE
Il Corridoio V conferma la centralità strategica del polo adriatico settentrionale, con le sue tre diramazioni in Slovenia, Croazia e Bosnia. E con un’aggiunta. La rete infrastrutturale come garanzia della futura integrazione dei Balcani occidentali nell’Ue.
di Enrico MARTIAL

I CROATI ERZEGOVESI SOGNANO UN LORO STATO
Dalle guerre di successione postjugoslava a oggi, ruolo e progetti della comunità croata in Bosnia-Erzegovina. Resta viva l’idea di animare un «fronte croato» che difenda l’interesse nazionale, al di là dei confini statali. La questione delle Forze armate bosniache.
di Emilio COCCO e Ana PETEK

GLI ULTIMI CIMBRI
L’isola linguistica di Luserna è il cuore di una piccola popolazione, i cosiddetti cimbri (Zimbarn). Costoro discenderebbero dai boscaioli germanici che nel medioevo scesero verso le nostre regioni settentrionali. Un caso di tutela di un antico patrimonio culturale.
di Alberto CASTALDINI

VARIANTE DI VALICO: SUPERFLUA O INUTILE?
La duplicazione dell’A1 nel tratto Bologna-Firenze è assai discutibile. Due le alternative: la direttrice tirrenica da Parma per Roma e Napoli, con un raccordo Mantova-Parma, e la direttrice tiberina Ravenna-Orte, con un raccordo Ferrara-Ravenna.
di Gabriele Ciampi

L’IMPOSSIBILITÀ DI ESSERE MACEDONIA
Il più informe fra i gadget geopolitici prodotti dalla morte della Jugoslavia stenta a sopravvivere. Alcuni slavi macedoni preferiscono optare per il passaporto bulgaro. La conflittualità latente con la minoranza albanese è sempre sul punto di esplodere.
di Francesco STRAZZARI

LA BOSNIA RESTA UN SERBATOIO DI TERRORISTI
Negli anni di guerra gli americani favorirono l’ingresso in Bosnia di circa 11 mila mujaheddin, bin Laden incluso, per combattere i croati prima e i serbi poi. Ne è nata una «dorsale verde» basata sui traffici e sul proselitismo islamista. Come bonificare questo buco nero.
di Laura IUCCI

TIRANA, USA
A suo modo, l’Albania sta imboccando la via della modernizzazione. Il denaro circola veloce, non sempre per scambi legali. L’effetto stabilizzante dell’emigrazione. Gli schipetari guardano agli Stati Uniti come al loro faro geopolitico.
di Roberto MOROZZO DELLA ROCCA

LA SERBIA IN BILICO
A Belgrado è in corso una partita decisiva, nel mezzo di una grave crisi politica ed economica. La posta in gioco è la stabilizzazione del paese e la sua integrazione euroatlantica, oppure il ritorno al potere delle forze del passato. Il nuovo rapporto con gli Usa.
di Luka ZANONI

SERBO, CROATO O SERBO-CROATO? L’USO GEOPOLITICO DELLA LINGUA
Per rafforzare la loro identità, i croati insistono nel promuovere una lingua nazionale sempre più distinta dal serbo-croato incentivato dagli jugoslavisti. Ma serbi e croati continuano a capirsi perfettamente nella «loro lingua».
di Luka BOGDANIC

Perché il Montenegro sarà indipendente
Conversazione con Milo DJUKANOVIČ, primo ministro del Montenegro.
a cura di Regina DE DOMINICIS

IN MORTE DELLA JUGOSLAVIA (PROMEMORIA SCRITTO AL TEMPO DI SOLANIA)
I tre esperimenti di federazione degli Stati del Sud, dal 1918 ai nostri giorni. Le ragioni e le derive di un progetto geopolitico molto ambizioso. Forse lo jugoslavismo era qualcosa di troppo grande per gli jugoslavi, che per questo l’hanno odiato.
di Miodrag LEKIČ

LE LEZIONI DI NĀṢIRIYYA
Quale senso ha la nostra missione in Iraq? Quali errori tecnici e politici abbiamo commesso? Quale può essere oggi il nostro rapporto con gli americani e con gli altri alleati impegnati nella guerra irachena? È il momento della verità.
di Jacopo TURRI

Guerra e petrolio
Tavola rotonda
Partecipano: Julian WEST, senior director di Cambridge Energy Research Associates e Massimo Nicolazzi

LA RUSSIA A RISCHIO OLIGARCHIA
Perché Putin ha stroncato la resistibile ascesa di Mikhail Khodorkovskij, oligarca del petrolio con evidenti ambizioni politiche. La parabola della Yukos e i suoi rapporti con gli americani. Le reazioni di Washington.
di Giuseppe SACCO

PASHTUNISTAN, LO STATO OMBRA
A cavallo del confine afghano-pachistano sta informalmente prendendo corpo un sogno coltivato da mezzo secolo: il paese dei pashtun. Un altro colpo alla stabilizzazione dell’Afghanistan, mentre gli americani trattano con i taliban «moderati».
di Valerio PELLIZZARI

Le scale di Mazzoni, il futurismo e la cavallopittura
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D.LGS 205/2006 - D.LGS 21/2014
Aggiornato al 13 giugno 2014

Articolo 3
Definizioni

1. Ai fini del presente codice ove non diversamente previsto, si intende per :
a) consumatore o utente: la persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta ;
...
c) professionista: la persona fisica o giuridica che agisce nell'esercizio della propria attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale, ovvero un suo intermediario;

Articolo 63
Passaggio del rischio
1. Nei contratti che pongono a carico del professionista l’obbligo di provvedere alla spedizione dei beni il rischio della perdita o del danneggiamento dei beni, per causa non imputabile al venditore, si trasferisce al consumatore soltanto nel momento in cui quest’ultimo, o un terzo da lui designato e diverso dal vettore, entra materialmente in possesso dei beni.
2. Tuttavia, il rischio si trasferisce al consumatore gia’ nel momento della consegna del bene al vettore qualora quest’ultimo sia stato scelto dal consumatore e tale scelta non sia stata proposta dal professionista, fatti salvi i diritti del consumatore nei confronti del vettore.

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